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Bocelli, oltre diecimila spettatori al Teatro del Silenzio - Video
Applausi a non finire per il maestro e il cast. Il tenore di Lajatico: "E' sempe un'emozione cantare nel mio paese"
LAJATICO. Sono arrivati in 10.200, da tutto il mondo, per assistere alla prima delle due serate del Teatro del Silenzio. In fila, sotto il sole, senza timore della polvere e del caldo, hanno atteso pazientemente il suono della campana che, come tradizione, dà avvio al concerto-evento dell’estate che ha per protagonista indiscusso il tenore di Lajatico, Andrea Bocelli. E la magia, come ogni estate, si rinnova. Quello che sembrava un sogno visionario diventa realtà: un teatro completamente naturale, sulle colline, si accende di luci che richiamano l’attenzione del mondo.
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Quando al tramonto si accedono i riflettori, l’emozione del pubblico e l’effetto sorpresa sono sempre gli stessi, come il primo anno quando gli spettatori furono 4.000. Le curiosità non mancano a guardare turisti arrivati da ogni dove e che in queste settimane hanno fatto registrare il tutto esaurito negli alberghi e negli agriturismi. Ma il più emozionato è lui, il tenore Bocelli. «È sempre una grande emozione cantare nel mio paese, stasera lo è ancora di più perché porto un’opera a cui sono molto legato», ha detto davanti alle telecamere delle tv nazionali.
Applausi a non finire per il maestro e per il cast. E il grande allestimento scelto per questa edizione non ha deluso. Tra il pubblico fan di Bocelli ma anche di un teatro che non ha simili nel mondo. In platea il sindaco Alessio Barbafieri, che è presidente dell’associazione Teatro del Silenzio, e la sua giunta, amministratori della Valdera, rappresentanti della Regione.
Per la tredicesima edizione del Teatro del Silenzio, Andrea Bocelli ha seguito la sua passione, portando in scena l’opera di Umberto Giordano “Andrea Chénier” diretta dal maestro Steven Mercurio. Oltre a Bocelli nel cast i tenori Roberto Covatta ed Emanuele Giannino, le mezzosoprano Simona Di Capua e Alessandra Palomba, i baritoni Enrico Maria Marabelli, Gianfranco Montresor, Vladimir Stoyanov e Roberto Accurso, le soprano Sabina Cvilak e Paola Sanguinetti, il basso Mattia Denti e il basso e baritono Matteo Ferrari.
Un legame affettivo, quello di Bocelli, che torna sulle colline toscane ad interpretare quella che è stata la prima opera lirica che ha ascoltato, affascinato dalla voce di Franco Corelli per poi cantare e registrare a soli otto anni la prima aria.
Anche se parzialmente coperta dalle scenografie dello spettacolo, in mezzo al lago troneggia una Cubic Vision di oltre cinque metri di Gualtiero Vanelli, riproduzione della “Pietà” di Michelangelo realizzata dalla Robot City Italian Art Factory, azienda leader nella lavorazione di alta qualità del marmo di Carrara. È stata realizzata un’omonima versione, di dimensioni più piccole, in marmo statuario di Carrara già presentata a Firenze in occasione di due mostre all’Accademia delle Arti del Disegno e la Galleria Von Hessenbeck.
Domani sera si replica. Un evento nell’evento: è il primo anno che Bocelli e la produzione City Sound decidono di raddoppiare il concerto.
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