Il Tirreno

Pontedera

il caso 

Confcommercio «Bene il bando ma non sapevamo che esistesse»

Il direttore Federico Pieragnoli «Non siamo stati informati altrimenti avremmo potuto pubblicizzare i vantaggi rivolti agli imprenditori» 

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PONTEDERA. «Apprezziamo molto il fatto che l’amministrazione comunale di Pontedera abbia indetto un bando per incentivare l’apertura di nuove attività commerciali, con una particolare attenzione alle attività innovative e giovanili, ma esprimiamo altresì il rammarico del fatto che non siamo stati in alcun modo né informati sull’esistenza del bando né in alcun modo coinvolti per la sua pubblicizzazione e diffusione».

Lo afferma Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa, riferendosi al bando a cui Il Tirreno ha dedicato ieri un servizio.

«Come associazione di categoria – prosegue Pieragnoli – avremmo potuto benissimo veicolare, in perfetta sintonia con l’amministrazione comunale, questa opportunità rivolta agli imprenditori e finalizzata a rivitalizzare e favorire lo sviluppo del tessuto commerciale cittadino, considerando che anche una città come Pontedera, che negli anni ha resistito meglio di altri centri, si scopre tuttavia affetta dal rischio di progressiva desertificazione e omologazione. Oggi scopriamo purtroppo che le richieste di apertura per nuove attività, nonostante le agevolazioni, sono state poche. Naturalmente siamo favorevoli ad una eventuale riapertura del bando e siamo disponibili ad offrire il nostro supporto all’amministrazione comunale, qualora lo ritenesse opportuno, in termini di comunicazione e diffusione, ma soprattutto ci rivolgiamo agli imprenditori e potenziali tali, ai quali i nostri uffici di Pontedera potranno offrire tutto il supporto e l’assistenza tecnica, e non solo, necessari».

Il bando dell’amministrazione comunale, scaduto il 30 giugno, era finalizzato a favorire l’apertura di attività non legate al commercio tradizionale nel perimetro del centro commerciale naturale, istituito alcuni anni fa dall’amministrazione comunale. L’area va dal quartiere della stazione ferroviaria alla fine di corso Matteotti. Nel bando c’era scritto «attività innovative», definizione che esclude ristoranti, bar e negozi di abbigliamento. Via libera, invece, a esercizi legati all’artigianato, giusto per fare un esempio. L’offerta, a dire il vero, non era di poco conto. Con quest’operazione, infatti, il Comune eroga incentivi economici pari a 2.500 euro, oltre a garantire sgravi fiscali come l’esenzione dal pagamento dell’imposta sulle insegne per dodici mesi a partire dall’inaugurazione dell’attività. –

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