Sicurezza
Morta a 24 anni dopo la cena al ristorante: indagata anche una cuoca
Al nome della legale rappresentante del ristorante Colleoli, ora si aggiunge quello di una donna di Montopoli Valdarno che da tempo lavora nell’agriturismo
PALAIA. C’è un’altra indagata nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Pisa per fare luce su eventuali responsabilità penali nella morte di Chiara Ribechini, 24 anni, di Cascina, uccisa da uno choc anafilattico dopo che era stata a cena con il fidanzato e due amici in un ristorante a Colleoli di Palaia.
Il pm Giancarlo Dominijanni, che segue l’inchiesta sulla morte della ragazza, ha dato incarico a un medico di fiducia, che lavora in Lombardia, di analizzare il cibo che era nello stomaco della vittima e i resti di cibo che sono stati acquisiti la sera stessa della tragedia dai carabinieri. La ragazza in preda a una forte crisi respiratoria era stata colta da un forte vomito che ha reso ancora più difficile la sua respirazione.
VIDEO. La ricostruzione della tragedia
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E durante il conferimento dell’incarico, è stato reso noto che è stato notificato un avviso di garanzia anche alla cuoca del ristorante dell’agriturismo “Colleoli”, una donna, residente nel comune di Montopoli Valdarno, che lavora da tempo per l’agriturismo.
Di pari passo stanno andando avanti gli accertamenti tecnici sui cibi che i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni (Nas) e gli ispettori dell’Azienda sanitaria locale hanno prelevato dalle cucine del ristorante “Colleoli” per andare alla ricerca degli allergeni ritenuti fatali. Saranno effettuati test sulla crema di asparagi, su quella di piselli, sul ragù di cinghiale e di fagiano, sulla pasta e sul pane che il ristorante aveva acquistato a Peccioli e su quello che era stato preparato dallo stesso locale.
Come è stato confermato dai familiari e dagli amici, sentiti in questi giorni, Chiara aveva una forte allergia alle uova, al latte e ai latticini. Sapeva di essere fortemente a rischio e per questo frequentava solo ristoranti di cui si fidava. E lei al ristorante “Colleoli” si sentiva come a casa.
La sera di domenica 15 luglio, come altre volte, si era recata lì insieme al fidanzato e ad alcuni amici. Dopo aver mangiato, ecco la tragedia che nemmeno il tentativo di iniettarsi l’adrenalina, salvavita che la giovane portava sempre con sé, è riuscito a impedire: Chiara è morta sotto gli occhi del fidanzato e degli amici.
L’inchiesta, dunque, va avanti in più direzioni. Risulta indagata anche la moglie del proprietario della struttura la quale è legale rappresentante. A lei si è aggiunta la cuoca, che ha preparato i cibi serviti alla vittima così come ai numerosi invitati di un matrimonio. E non è escluso che nel corso dei vari approfondimenti delle indagini, seguite anche dai carabinieri della compagnia di Pontedera, possano esserci altri indagati.
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