Gioco
Una mostra emozionante parola di Renzo Ulivieri
«Le divise delle nazionali di calcio raccontano lo sport e la storia dei popoli» Il mister elogia il gioco all’italiana: non eravamo ai mondiali, ma è come aver vinto
PONTEDERA. La parola “emozionante” è quella che rimbomba di più e per più volte nelle sale della mostra “Tutte le maglie del mondo” voluta dal Tirreno al Palp di Pontedera. Ed è la parola che esce con convinzione dalla bocca di Renzo Ulivieri, sanminiatese, presidente dell’Associazione italiana allenatori calcio.
Le guarda tutte, quelle maglie, le osserva, quasi le annusa perché sanno di calcio in tutte le sue manifestazioni: sanno di sudore e di spettacolo. Sanno di tifo.
«È emozionante davvero questa rassegna di maglie da tutto il mondo. È storia, anche quella dei popoli oltre che quella della nazionale di quella stessa gente. È anche presente, questa mostra, perché il calcio fa parte del nostro quotidiano».
Mister Ulivieri si “perde” nell’azzurro della nazionale italiana, con tutti i suoi sogni che ha fatto scaturire generazione dopo generazione: «La nostra maglia è quella che fornisce grande attaccamento», dice. Prima di cercare con lo sguardo la casacca della nazionale dell'Uzbekistan, stato da dove è tornato da pochissimi giorni e dove ha tenuto delle lezioni di calcio a quei tecnici. «Anche questa è stata una bella emozione – dice l’allenatore di San Miniato – non soltanto per la mia persona ma per tutto il nostro calcio della penisola. È l’ennesima testimonianza di come sia apprezzato il pallone tricolore anche in nazioni, come quella dell'Asia centrale già parte dell'Unione Sovietica, molto lontane come cultura e come tradizioni dalle nostre».
Quelle maglie esposte nell’edificio in piazza Curtatone e Montanara fino a martedì 31 luglio servono anche a questo: far parlare il calcio in tutte le sue lingue. «Per questo non sarebbe male esportare l’iniziativa anche in altre realtà», suggerisce Ulivieri.
Il quale, da buono e navigato tecnico di calcio, fa un parallelo con gli ultimi mondiali di calcio in Russia. «Non eravamo presenti, come sappiamo, con la nostra nazionale, ma a imporsi su tutti i fronti – sottolinea – è stato il calcio italiano. Su questo non ci sono dubbi».
E motiva il suo pensiero: «Tutte le nazionali presenti hanno giocato all’italiana: quelle che hanno fatto più strada e anche chi si è fermato prima. Ha vinto il calcio italiano! E la Francia si è imposta giocando all’italiana. È stato davvero curioso vedere la nazionale transalpina, infarcita di giocatori di colore, muoversi in campo secondo schemi all’italiana. Quanti momenti della finale, ad esempio, sono stati in 11 dietro alla linea della palla. I neri che giocano all’italiana. Fantastico».
Ulivieri si chiede: «Può essere questo lo sviluppo del gioco del pallone? Non bisogna “meticciarsi” ma saper cogliere e prendere semmai il meglio di come giocano in Spagna, oppure in Inghilterra o in Germania. Soltanto in questo modo si migliorano gli schemi e lo spettacolo per chi sceglie di andare a vedere le partite allo stadio o per chi preferisce starsene sul divano di casa con una pay per view».
E mostre come quella allestita grazie alla passione di Simone Panizzi «aiutano a far comprendere un po’ a tutti l’importanza, la passione e la cultura che il calcio sa dare in ogni epoca». —
PAOLO FALCONI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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