Il Tirreno

Pontedera

paura lungo l’argine 

Scatta la caccia ai due pusher responsabili dell’aggressione

S. C.

La giovane ha raccontato di avere avuto rapporti sessuali con i tunisini, ma ha detto di non ricordare se è stata costretta con la violenza 

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. È maturata nell’ambiente dei tossicodipendenti la vicenda della giovane di 23 anni che ha denunciato di aver avuto rapporti sessuali con due tunisini senza però riuscire a ricordare se lei è stata costretta ad avere quei rapporti con la violenza. Si muovono con grande attenzione, ma anche con grande cautela, le indagini della polizia per fare chiarezza sull’episodio di presunta violenza sessuale avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì sull’argine del fiume tra Pietroconti e La Rotta.

È questa una zona che negli ultimi anni è passata sotto il controllo di bande di spacciatori magrebini, arrestati a più riprese dalle forze dell’ordine cittadine, ma che poi continuano a spacciare lungo la ferrovia e nei boschi intorno alla vecchia stazione a La Rotta.

La vittima dell’aggressione a sfondo sessuale abita a Pontedera. È stata trovata mezza nuda tra Pietronconti e La Rotta. Era in stato confusionale perché aveva assunto sostanze stupefacenti e, di conseguenza, non era in grado di raccontare cosa le era successo. Era però sconvolta quando alcuni cittadini l’hanno soccorsa e l’ambulanza l’ha trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Lotti. Per lei ci sono state le prime cure, tante attenzioni da parte dei sanitari e l’inserimento nel percorso protetto previsto dal codice rosa, che viene attivato per tutte le vittime di violenza.

La polizia, che indaga sul caso, sta valutando varie possibilità. È probabile che la giovane sia andata dai nordafricani per comprare una dose di droga e che non avesse i soldi per acquistarla. Le indagini dovranno capire che cosa è successo dopo, tra lei e gli spacciatori: sembra che fossero almeno due. In queste ore la vittima dell’aggressione, pur restando vaga sui dettagli dell’episodio, avrebbe già riconosciuto due tunisini indicandoli come persone alle quali si rivolge abitualmente quando deve acquistare la droga. Una vicenda gravissima, soprattutto perché i due avrebbero approfittato di un momento di totale debolezza della ragazza. Per questo la procura e la polizia stanno effettuando tutta una serie di indagini, anche di natura tecnica, e si aspettano i risultati degli esami ginecologici per avere un quadro più completo. La giovane ha accettato di denunciare e farsi seguire nell’ambito del percorso riservato alle vittime di violenza.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Simone Millozzi: «Mi auguro che le forze dell’ordine individuino e consegnino alla giustizia i responsabili del grave fatto. Mi auguro inoltre che, se confermata, l’aggravante per fini sessuali produca i propri effetti pieni rispetto all’entità ed alla certezza della pena. Noi possiamo e dobbiamo continuare la nostra battaglia culturale, sociale e di civiltà perché la violenza verso le donne venga vista, pensata e vissuta come uno dei mali assoluti della nostra società e la parità effettiva di genere non sia soltanto codificata sulle leggi, ma scolpita nella coscienza collettiva del nostro paese». –

S. C.. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web