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Pontedera

Ecomostro, Giusti: «Lo finirò in tre anni»

Stefano Taglione
L'immobile mai terminato alle porte di Pontedera
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L'immobile mai terminato alle porte di Pontedera

Pontedera, l’imprenditore a lungo a capo dell’azienda costruttrice fallita parla dei lavori futuri: «Se il prezzo all’asta non è alto, ricomprerò l’area e venderò le case a costi bassi»

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PONTEDERA. «Voglio riacquistare l’ecomostro e finirlo. Se il prezzo alla base dell’asta giudiziaria non è alto, allora si può comprare. Potrei vendere gli immobili a prezzi bassi, magari decidendo di costruire un piano in meno rispetto a quanto stabilito in fase progettuale. Si possono fare tante belle cose. Io voglio terminare ciò che ho iniziato. Il 20 novembre c’è la prima udienza del processo».

Franco Giusti, insieme al fratello Giancarlo, è stato a lungo il titolare della Giusti per l’edilizia, il colosso pistoiese delle costruzioni a giugno dichiarato ufficialmente fallito dal tribunale. L’azienda non hai mai terminato lo scheletro di cemento di viale Europa, alla Bellaria, lì da anni senza che si intraveda una possibilità di recupero. Nei mesi scorsi, fra l’altro, tutti i ponteggi e i materiali edili rimasti all’interno della proprietà sono stati acquistati all’asta da un’azienda rumena, la Fortza Ro, riconducibile all’imprenditore veneto Giuliano Raccanello. I suoi operai, infatti, in poche settimane hanno rimosso tutto sia dal cantiere di Pontedera, che da un altro a Castelfranco di Sotto (sempre ex Giusti). L’obiettivo? Rivendere i beni in Romania, dalla sede dell’impresa che è a Bucarest, dove sono stati subito trasportati a bordo degli autoarticolati.

In viale Europa sono rimaste solamente le basi dei ponteggi di ferro. L’idea di lasciarli è stata dello stesso Raccanello, che con un’assunzione di responsabilità ha deciso di preservare la zona (non sua) lasciandole là dove erano prima, a terra, per evitare che eventuali malintenzionati entrassero nei seminterrati, in passato presi d’assalto dagli sbandati come tutta l’area abbandonata. Le basi dei ponteggi, infatti, adesso coprono gli accessi ai sotterranei. A Castelfranco di Sotto invece rimane solo una gru, che forse anziché essere trasferita nell’Est Europa verrà venduta a qualche costruttore locale.

Nel quartiere della Bellaria nel frattempo non è cambiato nulla. Fra il viale Europa, le rotonde, la Coop, la Pubblica assistenza e l’area residenziale alle spalle, la distesa di cemento rimane completamente ferma. Per la rabbia dei cittadini e soprattutto dei condomini vicini, che si imbattono ogni giorno in questo brutto spettacolo. Soprattutto la notte, con i pericoli che un’area abbandonata al degrado può comportare. Sbandati, tossicodipendenti e senzatetto. Negli ultimi anni, l’area ex Giusti, è diventata rifugio soprattutto per loro, per gli ultimi e per chi delinque. Persone che soprattutto nei mesi addietro entravano e uscivano dalle recinzioni come se niente fosse, impaurendo gli abitanti, in particolar modo coloro che rientravano a casa a tarda ora.

Ma adesso forse si intravede una speranza, anche se i tempi della giustizia restano lunghissimi. La Giusti per l’edilizia, fallita, non riprenderà certo i lavori. Ma il costruttore Franco Giusti – che il colosso pistoiese lo ha guidato per anni – potrebbe decidere di riacquistare l’ecomostro all’asta e magari finirlo davvero, in due anni e mezzo (massimo tre) di lavori. Per poi monetizzare e vendere gli immobili realizzati.

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