Il Tirreno

Pontedera

IL RACCONTO  

L’indagato: «Sono affranto anche perché la conoscevo»

STEFANO TAGLIONE

L’imprenditore di Stibbio sotto inchiesta della Procura circondato dai tanti amici: «Viviamo giorni difficili ma stanno chiamando in tanti»

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SAN MINIATO. «Sono affranto, anche perché conoscevo benissimo Chiara Ribechini». Sono le prime parole di Aldo Bessi, titolare del ristorante “Colleoli” e indagato per omicidio colposo nell’inchiesta sulla morte della sua giovane cliente, di cui era anche amico, dato che da diverso tempo frequentava il locale immerso nella campagna di Palaia.

Parole che l’uomo ha confidato alla domestica, ieri mattina l’unica presente nella casa di Stibbio abitata da lui e dalla moglie Rita Astinenti, amministratrice dell’azienda dove la vittima aveva cenato domenica sera, indagata dalla procura pisana come il marito.

«Viviamo giorni difficili, quindi non ho avuto modo di parlare tantissimo con Aldo e Rita – sostiene la signora, che aiuta la coppia nelle faccende domestiche – ma riceviamo di continuo tantissime telefonate dagli amici e non solo da loro».

Il dramma di Chiara, morta a 24 anni per shock anafilattico, è un dramma anche per la famiglia di San Miniato: entrambi gli imprenditori, infatti, conoscevano molto bene la ragazza. Che andava spesso a mangiare a “Colleoli”, tanto che veniva considerata una cliente abituale.

Ieri mattina l’ingresso del ristorante e dell’azienda agricola era chiuso. Nella lunga strada che passa accanto all’agriturismo, finendo nel giardino del locale, non c’era praticamente nessuno. Con il cancello sbarrato e i telefoni muti. Nel pomeriggio, però, sono arrivati i Nas. La procura di Pisa – il titolare dell’inchiesta è il pubblico ministero Giancarlo Dominijanni – nelle stesse ore in cui è stata effettuata l’autopsia sul corpo della giovane, già restituito alla famiglia, ha disposto il sequestro di tutti gli ingredienti del menù utilizzato per cucinare gli alimenti serviti alla ragazza, al fidanzato e agli amici che erano con loro. Del lavoro – in collaborazione con i carabinieri della Compagnia di Pisa e del reparto operativo dei carabinieri di Pisa, guidato dal maggiore Giovanni Bartolacci – si sono occupati i Nas di Livorno.

Il ristorante potrà riaprire appena ultimate le operazioni dei militari labronici.

Gli uomini dell’Arma, per tutto il pomeriggio, hanno svolto il sopralluogo nella cucina sequestrata. Gli ingredienti prelevati saranno campionati e molto probabilmente già a partire da oggi verranno effettuate le prime analisi di laboratorio.

L’obiettivo, visto che è stato appurato che la morte è imputabile a un allergene, è capire se effettivamente negli alimenti esaminati vi siano tracce di prodotti non compatibili con l’allergia della 24enne, al latte, ai suoi derivati e alle uova. —

STEFANO TAGLIONE. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

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