Gioco
Chiara uccisa da uno choc anafilattico L’autopsia conferma, si indaga sul cibo
Sotto esame non solo il sangue e il rigurgito, ma anche il contenuto gastrico. Il primo malore nel bagno del ristorante
PONTEDERA. Chiara Ribechini è morta per choc anafilattico. La conferma arriva dall’autopsia che ha escluso cause diverse per spiegare la fine della 24enne di Navacchio, deceduta tra le braccia del compagno domenica sera dopo essersi sentita male già nel ristorante “Colleoli”.
Il professor Marco Di Paolo si è preso 60 giorni di tempo per inviare la relazione al magistrato che segue il caso, Giancarlo Dominijanni.
Prelievo del sangue, esame istologico e un campione del contenuto gastrico della giovane sono gli elementi su cui si cerca l’effetto allergogeno dall’esito fatale.
Non è escluso l’incarico a un chimico alimentare per capire nel dettaglio la presenza molecolare del cibo rinvenuto nello stomaco. Anche il rigurgito di Chiara, repertato dai carabinieri, sarà esaminato.
La bruschetta, con pane proveniente dall’esterno e non prodotto come al solito dall’agriturismo, e la vellutata di piselli sono i principali sospettati. Le pietanze trasformate in un veicolo mortale per la presenza di latte, uova o derivati. Una contaminazione involontaria in cucina, ipotizzabile per la presenza di un matrimonio con decine di coperti. Uno scenario in cui la sostanza killer è finita nel piatto della 24enne e averla ingerita ha innescato il malore letale.
Alimenti tabù latte, uova e derivati per Chiara che da sempre doveva convivere con un’allergia che le imponeva di girare con un kit salvavita.
Lo ha usato anche domenica sera dopo essersi sentita poco bene nel bagno del ristorante. È uscita e in auto si è fatta una puntura di adrenalina. Non è detto che la sostanza sia entrata in circolo per intero. L’ago è stato trovato piegato di 90 gradi e la somministrazione potrebbe essersi interrotta.
Sulla coscia destra della giovane sono stati trovati tre fori. Uno è stato praticato dalla giovane e gli altri dal personale dell’ambulanza inviata dal 118 quando ormai le condizioni di Chiara erano compromesse.
«Non abbiamo nominato consulenti e aspettiamo i 60 giorni che si è dato il medico legale», afferma l’avvocato Alberto Marchesi che con la collega Rosa Rubino assiste gli indagati per omicidio colposo Rita Astinenti, amministratrice dell'azienda dove la vittima aveva cenato, e Aldo Bessi, il marito, proprietario della struttura.
I genitori di Chiara sono rappresentati dall’avvocato Francesca Zuccoli e anche loro non hanno nominato consulenti in occasione dell’autopsia.
La fiducia verso Procura e medico legale è massima e non sono animati da livori verso l’agriturismo dove la loro figlia si sentiva sicura quando si trattava di cenare con le precauzioni che il destino le aveva imposto da una vita. L’ultimo saluto alla giovane è previsto per domani pomeriggio alle 16 nella chiesa di Visignano. —
PIETRO BARGHIGIANI.
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