Il Tirreno

Pontedera

tutte le maglie del mondo 

Per Renzo Ulivieri la carriera passa anche per un cappotto

PAOLO FALCONI
Per Renzo Ulivieri la carriera passa anche per un cappotto

Il capo pesante lo portava per superstizione in panchina anche a giugno La prima casacca calcistica la indossò a 5 anni, regalata da “Veleno” Lorenzi

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PONTEDERA. Renzo Uliveri, presidente dell’Associazione nazionale allenatori di calcio, è partito da lontano con le collezioni di maglie. E la prima fu a dir poco sensazionale. Straordinaria. Aveva 5 anni, Renzo, e suo zio giocava nell’Empoli quando incontrò sul campo “un certo” Benito Lorenzi, detto Veleno, centravanti dell’Inter. Gli chiede la maglia che lui puntualmente manda. E il piccolo Renzo indossa subito con orgoglio.

Mister, allora è rimasto interista? «No, poi successe la sciagura di Superga e come facevi a non tifare per il Toro. Dall’amaranto del Livorno al granata del Torino il passo è breve...». Già, erano i tempi in cui militava nel Livorno... «Sì, poi venne la Fiorentina e, diciamo, che le due formazioni maggiori della Toscana sono rimaste nel cuore».

Il passaggio dal campo alla panchina. «E a questo punto devi tifare per la squadra che guidi, che vivi ogni giorno e che vorresti sempre vincente».

Più che giusto, mister. Gli aneddoti di una vita nel mondo pallonaro, con le le maglie di tutto il mondo di Ulivieri, non mancano certo. Ora è all’estero, ma al rientro verrà a visitare la mostra al Palp. E ricorda quando all’Arena Garibaldi l’allora presidente del Pisa, Romeo Anconetani, gli chiedeva la maglia del portiere perché “la doveva visionare l’arbitro”, diceva. «E mica gliela davo a Romeo – dice Ulivieri – Superstizioso come era, che ne so cosa mi ci poteva combinare. Gli dicevo “Vengo anche io dall’arbitro e la maglia del portiere la tengo io” ...».

A proposito di superstizione. Lei non soltanto con le maglie ha avuto a che fare, ma pure con i cappotti...

«Ah beh. In effetti quel cappotto me lo portavo dietro anche quando non serviva più, visto che nella stagione fredda avevamo collezionato un po’ di punti. Allenavo il Vicenza e la storia del cappotto portafortuna continuò anche a Bologna».

E poi il solito divertente aneddoto. Il Vicenza andò a giocare a Ravenna, dove l’indimenticabile cardinale Ersilio Tonini era a capo della diocesi. Il porporato andò allo stadio e passò a salutare anche Ulivieri. Gli guardi dei due caddero sui rispettivi abbigliamenti e il mister di San Miniato disse: «Eminenza, oggi siamo entrambi in lungo...».

“Renzaccio” non dimentica neppure altre maglie, quelle minori, delle squadre della provincia pisana che l’hanno visto protagonista nel corso della sua lunga e brillante carriera che si concluse con l’amaranto della Reggina. Così ricorda i colori del Fucecchio, quelli del San Miniato e del Forcoli. Tutte esperienze, tutte storie, tutte maglie che gli sono rimaste nel cuore.

E ora l’esperienza, a Pontedera, con il calcio femminile. Con soddisfazioni nel campionato appena alle spalle. —

PAOLO FALCONI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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