Sicurezza
«Non deve più capitare quello che è successo a nostra figlia»
Michela Bargagna, infermiera all’ospedale di Pisa, lancia un appello: «È necessario parlare senza reticenze di queste forme allergiche»
NAVACCHIO. «Quello che è successo a Chiara non deve più capitare». Dall’altra sera Michela Bargagna, infermiera, la madre della ragazza morta in seguito ad uno shock anafilattico, chiede soltanto questo. Sa bene che niente ormai potrà restituirle l’amata figlia e vuole solo che la tragedia che li ha colpiti possa aiutare altre persone che soffrono di gravi forme di allergia come la sua ragazza.
«In questo momento vogliamo solo che la morte di Chiara non sia stata vana e per questo rivolgiamo un appello a tutti affinché di queste forme allergiche si parli senza reticenze o paure di discriminazioni».
Lo hanno lanciato, tramite il loro legale Francesca Zuccoli, Michela Bargagna e Massimo Ribechini, i genitori di Chiara Ribechini, la 24enne di Navacchio affetta da una grave forma allergica, morta domenica sera dopo che era stato a cena al ristorante “Colleoli” nell’omonimo agriturismo sulle colline di Palaia. Nussun commento sull’inchiesta che accerterà le eventuali responsabilità nella morte. I proprietari dell’agriturismo, Aldo Bessi e la moglie Rita Astinenti, di San Miniato, nel corso degli anni, avevano conosciuto sia Chiara che i genitori. C’era un rapporto di amicizia. Conoscevano la giovane e sapevano dei suoi problemi di salute che l’avevano portata nel corso del tempo a sapere gestire piccole crisi dovute ad allergie. Altre volte era stata male, ma mai come l’altra sera.
La giovane era allergica fin dai primi anni di vita al latte, a tutti i suoi derivati e all’uovo e frequentava solo locali nei quali riponeva piena fiducia, come appunto quello in cui ha mangiato domenica sera. Anzi, quello di Colleoli era l’unico ristorante di cui si fidava e anche altri parenti, in occasione di anniversari e ricorrenze, avevano organizzato le cerimonie proprio a Colleoli perché sapevano che lei lì si sentiva sicura.
«Non vogliamo entrare nel merito del caso specifico – sottolinea l’avvocato parlando a nome della famiglia – anche perché saranno le indagini a fare piena luce su quanto accaduto, vogliamo però dire a tutti che queste allergie sono sempre più diffuse, ma purtroppo ancora molto sottovalutate, spesso anche da coloro che sono costretti a conviverci».
Una tragedia che ha lasciato una comunità senza parole.
L’altro giorno, in occasione del consiglio comunale a Cascina, è stato «osservato un minuto di silenzio a ricordo della nostra concittadina che ci ha lasciato prematuramente – ha detto il vicesindaco Dario Rollo – Ci stringiamo intorno alla famiglia e porgiamo sentite condoglianze da parte dell’amministrazione comunale tutta». –
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