Sicurezza
Sei bocciati nella stessa classe al Pesenti scoppia la polemica
Un genitore minaccia di fare ricorso al Tar: «I ragazzi hanno pagato per un fatto avvenuto il giorno della terza prova quando uno studente ha offeso la prof»
CASCINA. Sei studenti bocciati nella stessa classe. Un dato che balza agli occhi e che sta facendo discutere i genitori degli alunni di una quinta del liceo scientifico con indirizzo sportivo dell’istituto “Pesenti” di Cascina, diretto da Ivana Carmen Katy Savino.
Una classe numerosa, di circa 30 ragazzi, e che era stata formata dopo l’accorpamento di due quarte dello stesso indirizzo a cui la scuola rinuncerà a partire dal prossimo anno scolastico.
Secondo un genitore dei ragazzi che dovranno ripetere la quinta, l’esito degli esami è stato in qualche modo “viziato” da un fatto piuttosto grave che è avvenuto durante le prove per gli esami di Stato.
«La dirigente scolastica aveva inviato alle famiglie una email – racconta il genitore di cui non riveliamo il nome a tutela del figlio – per dire che quel grave fatto non avrebbe influito sull’andamento degli esami. Non ne sono convinto e per questo farò ricorso al Tar. In ogni caso credo sia giusto che si sappia che nella stessa classe ci sono stati sei ragazzi bocciati. Non si è tenuto conto nemmeno del fatto che dall’anno prossimo la scuola non ha più l’indirizzo sportivo e i nostri figli dovranno andare a scuola altrove e fare esami integrativi».
La denuncia del genitore arriva a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione dei quadri con i risultati e la dirigente scolastica, da noi interpellata, dopo che a scuola era stata vista una pattuglia di carabinieri proprio nel giorno in cui venivano esposti i quadri, aveva spiegato di essere «abbastanza soddisfatta dell’esito degli esami. Stiamo predisponendo le statistiche, ve le faremo avere», aveva detto.
L’episodio reso pubblico dal genitore riguarda un’aggressione verbale ricevuta da una insegnante di inglese alla fine della terza prova. Uno studente, tra quelli che dovranno ripetere, l’aveva avvicinata e offesa pesantemente, davanti ad altri cinque o sei studenti.
«Mio figlio si è trovato, suo malgrado, in mezzo a questa storia anche se il ragazzo che ha offeso la professoressa è stato identificato e, di conseguenza, la scuola e l’insegnante potranno fare i loro passi anche dal punto di vista legale. Ho seguito l’esame orale di mio figlio e posso assicurare che il clima che si era creato nei confronti dei ragazzi era quello di una ostilità che si percepiva senza fare tanti sforzi».
La famiglia ha chiesto un incontro con la dirigente scolastica. «Abbiamo capito che ci riceverà il vicepreside – dice il genitore che protesta – Non sarà la stessa cosa, ma faremo in modo di esternare tutto il nostro disappunto per come è stata gestita la situazione». Il genitore racconta poi un particolare che farà riflettere: «Mio figlio non è uno che si mette in mostra. Quest’anno una insegnante ha chiesto a mia moglie chi fosse, insomma ha voluto vedere una foto sul telefonino per individuarlo nella classe così numerosa. Ma poi a pagare sono stati i ragazzi».
S. C. . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
