La protesta
Chiara, morta a 24 anni per uno shock anafilattico. Disperato il massaggio cardiaco di un amico
La nonna: «Mia nipote andava volentieri in quel ristorante, si fidava, sapeva cosa poteva mangiare senza rischi». Rinviata al 18 luglio l'autopsia sul corpo della ragazza
PONTEDERA. «Chiara andava volentieri in quel ristorante, si fidava di loro, sapeva cosa poteva o non poteva mangiare. È difficile provare a dire qualcosa».
C’è un silenzio incredibile nella villetta dalle pareti a mattoncini, dove abitava Chiara con la sua famiglia. È mattina. I genitori, Michela Bargagna e Massimo Ribechini, sono a Pisa. In casa ci sono la nonna e alcuni parenti. «I genitori non ci sono – dice la nonna – Domenica sera li hanno chiamati gli amici quando Chiara stava male. Un dolore grande».
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Cascina si è svegliata con la tragica notizia della morte della ragazza che abitava Navacchio e aveva frequentato l’Itas “Gambacorti” a Pisa, indirizzo biologico. «Una cara ragazza – ripete la nonna – lavorava saltuariamente e seguiva anche un corso. In questo momento, credetemi, non sono in grado di dire niente di più».
Lo sgomento degli amici si legge negli occhi di chi arriva a casa Ribechini dopo che ha saputo della disgrazia. Difficile credere che Chiara, una bella ragazza dai capelli biondi, piena di interessi e passioni, non ci sia più e che a portarla via sia stato uno shock anafilattico di origine alimentare.
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È il momento del dolore e del silenzio. Ma al tempo stesso è difficile per amici e parenti non sentire il bisogno di stringersi in un abbraccio con i genitori di Chiara. «Siamo disperati, è un dolore troppo grande», hanno risposto a chi provava a saperne di più sul dramma avvenuto per la strada, vicino alla vecchia stazione ferroviaria di La Rotta.
I soccorritori del 118, così come i genitori della vittima e dei ragazzi che erano con lei, hanno trovato Chiara (avrebbe compiuto 24 anni a breve) per strada. Gli amici, quando hanno visto che aveva perso conoscenza, l’hanno adagiata sull’asfalto, hanno iniziato a rianimarla mentre aspettavano l’intervento del 118, intervenuto con l’ambulanza della Pubblica assistenza di Pontedera e l’automedica.
Il fidanzato di Chiara ha telefonato alla mamma della giovane, che ha lavorato tanti anni nella rianimazione dell’ospedale di Cisanello e ora è infermiera nella radiodiagnostica. Sono stati gli amici i primi a spiegare ai soccorritori che Chiara aveva gravi problemi di allergie alimentari e che in un paio di occasioni la madre l’aveva rianimata aiutandola a superare gravi crisi. E lei, consapevole di questi problemi di salute, portava sempre con sé farmaci considerati salvavita in caso di reazioni improvvise.
Difficilmente i soccorritori dimenticheranno i racconti degli amici di quella che era stata fino a quel momento una serata di grande allegria. «Quando siamo entrati nel ristorante abbiamo visto che c’era un matrimonio – hanno raccontato gli amici dopo la tragedia – abbiamo pensato di andare via, c’era troppa gente. Poi con Chiara abbiamo deciso di restare». Nessuno poteva immaginare quello che poi è accaduto. L'autopsia, inizialmente fissata per il 17 luglio è stata rimandata al giorno successivo.
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