Italia
Gli allevatori a caccia di rimedi per fermare l’avanzata dei lupi
All’azienda Romilda incontro con un esperto cinofilo che da anni addestra cani da guardiania in giro per il mondo
CORAZZANO. «I lupi in questa zona ci sono eccome. Li ho visti personalmente mentre sbranavano le mie pecore».
È allarme da qualche tempo nella frazione sanminiatese, dove l’allevatore Giovanni Cialdini ha denunciato nuovi attacchi di predatori in occasione dell’incontro, tenutosi nei giorni, presso la sua azienda agricola “Romilda”. Al centro del dibattere una paura fra le più antiche: il lupo. Specie protetta, non può essere soggetta ad abbattimenti. Da qui la soluzione proposta all’incontro. Quella portata avanti da anni da Ezio Maria Romano, 56enne, piemontese, esperto di cinofilia, che dal 1999 seleziona e addestra in giro per il mondo appositi cani da guardiania anti lupo, capaci di sviluppare un senso di protezione verso il gregge che dissuade perfino i lupi dall’idea di avvicinarsi. Uno strumento che sembra aver risolto i problemi di molti allevatori.
«Per anni cinefili e allevamenti professionali hanno portato avanti una serie di miti sul cane da guardiania – ha dichiarato Romano – Si promuovono il maremmano-abruzzese, quello dei Pirenei e del Caucaso. Ma nessuno di questi poi risolve il problema».
Di fatto una vera e propria lezione di etologia, corredata di decine di foto in Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Mongolia, Iran, Anatolia, Georgia, Macedonia, altri Paesi dell’Est europeo, a fianco di pastori e fedeli amici a quattro zampe.
«Sono tutti incroci – ribadisce – La ricerca della purezza è un prodotto occidentale e ha fatto perdere l’istinto primario di dominanza che portava il cane a difendere le mandrie. Il cane perfetto per evitare i lupi è quello che gli assomiglia di più».
Lezione molto apprezzata dai presenti, tra cui numerosi allevatori della zona e altre province.
«Dall’inizio di quest’anno ho perso 14 animali. Senza contare gli effetti psicologici che gli attacchi notturni producono nel gregge – racconta Cialdini – Le pecore sono terrorizzate. Smettono di produrre latte e quelle gravide abortiscono». C’è già chi invoca un cambio di passo dal punto di vista legislativo. «Io ho invitato tutte le istituzioni, a cominciare dal consiglio regionale. Compreso il governatore Rossi – continua Cialdini – Ma nessuno della giunta regionale si è fatto vedere».
Unico presente oltre agli allevatori è stato il consigliere regionale della Lega Roberto Salvini. «Per anni, seguendo le filosofie ambientaliste, si sono tentati ripopolamenti del lupo. Il risultato è stato quello di alimentare una moda che ha prodotto il commercio di questi esemplari, con incroci sempre più pericolosi – ha detto Salvini – Ecco che in Italia non ci ritroviamo più il lupo appenninico, ma molti ibridi ben più pericolosi. È dunque venuto il momento di fare qualcosa soprattutto per questi: sono animali da catturare e da rendere in qualche modo inoffensivi». —
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