Sicurezza
Ammirati, presidente del teatro «Ora è necessaria una svolta»
Presentati ufficialmente i neo direttori artistici Raissa Brighi e Luca Marengo il cui obiettivo è aprire il Politeama alla cittadinanza e fidelizzare il pubblico
CASCINA. Raissa Brighi e Luca Marengo sono i due nuovi direttori artistici della Città del Teatro di Cascina. I nomi già si conoscevano ma ieri mattina sono diventati ufficiali nel corso di una conferenza stampa organizzata al teatro in cui non sono mancati colpi di scena come quando è arrivato ed ha poi preso la parola l’ex direttore artistico Andrea Buscemi, ora assessore a Pisa.
La presidente della Fondazione Sipario Toscana Antonia Ammirati, il vicepresidente Guido Mottini, il consigliere Matteo Arcenni hanno ufficializzato la svolta nella conduzione del teatro. Alla conferenza stampa era assente il direttore amministrativo del teatro, Paolo Cognetti, eletto consigliere comunale a Pisa e secondo qualcuno in procinto di lasciare per incompatibilità con la carica. All’incontro sono intervenuti Dario Rollo, vicesindaco del Comune di Cascina, e Leonardo Cosentini, assessore alla cultura.
«Questo luogo – ha dichiarato la presidente Ammirati – ha la necessità di diventare qualcosa di diverso da quello che è. Non è una critica alla gestione precedente, anzi ringrazio tutti coloro che ci hanno preceduto, ma il tempo passa, le cose si modificano e qui c’è la necessità di una svolta che adegui questo teatro ai tempi che viviamo. La direzione artistica così articolata dovrebbe essere in grado di rispondere alle nuove esigenze. Una pluralità di persone, ognuna con le proprie competenze, dovrebbe garantire alla Città del Teatro un’ottima gestione, traghettarla verso un riconoscimento nazionale e internazionale».
I neo direttori hanno ribadito che la Città del Teatro deve essere luogo aperto, capace di intercettare le esigenze della cittadinanza e di offrire spettacoli, concerti, presentazioni, laboratori e attività accessibili. Riserveranno attenzione al pubblico e al territorio, studiando attività pensate per uno specifico bacino d’utenza.
«Sono queste attività che permettono di avvicinare e “fidelizzare” il pubblico e la cittadinanza al teatro come luogo che appartiene loro; sono iniziative capaci di lasciare un segno tangibile sul territorio, da legarsi possibilmente anche al lavoro di ospitalità di spettacoli e alle altre attività, coinvolgendo anche realtà locali fondamentali come, ad esempio, le scuole».
Il teatro del nuovo corso si apre alla città e alle associazioni e punta alle produzioni per i giovani e le nuove generazioni. «Il teatro è nato come luogo di incontro e di confronto, centro della polis in cui il cittadino si riconosce ed elabora un pensiero critico, attivo, e tale era ed è la sua funzione, appunto, sociale. Questo è quello che si vuole per il teatro di Cascina».
Programmazione serale e dati su quella che è stata la gestione finora e sul numero degli spettatori saranno presentati nelle prossime settimane. I numeri degli spettatori, nonostante l’ex direttore Andrea Buscemi sia intervenuto per dire che gli spettacoli per bambini hanno avuto un incremento del 30%, non sarebbero così rosei. Tant’è che la presidente del teatro, mentre Buscemi sciorinava numeri, continuava a scuotere la testa per esprimere qualche dubbio. —
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