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Disabile «assenteista» licenziato dal Comune Il caso arriva in Tribunale

A.Q.

È un operatore ecologico assunto nelle categorie protette Secondo la tesi difensiva i giorni in cui non è andato al lavoro sarebbero dovuti alla malattia 

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VOLTERRA. Il Comune di Volterra licenzia un dipendente definendolo assenteista. Succede a maggio e negli ultimi giorni è arrivata la notizia del ricorso al giudice del lavoro presentato dall’avvocato Gigliola Chiarieri, del foro di Pisa. Ma è il risvolto umano che potrebbe avere un peso non indifferente in questa delicata vicenda. L’uomo licenziato, infatti, è un portatore di handicap, assunto nelle categorie protette e le assenze collezionate sul posto di lavoro sarebbero dovute ai suoi problemi fisici. Senza contare che, con la perdita del posto, il cliente della legale ha perso anche la possibilità di proseguire la convivenza con la compagna, visto che entrambi sono sprovvisti di mezzi di sostentamento.

Un caso umano, ma che potrebbe essere in bilico dal punto di vista giudiziario. L’udienza del procedimento davanti al giudice del lavoro è stata fissata a novembre. Il lavoratore licenziato, definito assenteista, è un operatore ecologico assunto nell’ambito delle categorie protette, in quanto portatore di handicap. Inoltre, dopo quasi vent’anni di lavoro in discarica e sulle strade di Volterra, per patologie sopravvenute nel corso dell’attività lavorativa, è stato dichiarato parzialmente inidoneo alla mansione.

In aula si discuterà della legittimità o meno dei profili giuridici che hanno portato l’amministrazione comunale e il sindaco Marco Buselli a licenziare il lavoratore. Nella determina che rendeva noto il licenziamento, datata 2 maggio, si leggeva nell’ottobre del 2017 il Comune di Volterra aveva avviato il provvedimento disciplinare per «assenza priva di giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell’arco di un biennio e mancata ripresa del servizio, per assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall’amministrazione». Il 7 novembre dell’anno scorso, il dipendente era stato convocato per il contraddittorio dall’ufficio procedimenti disciplinari, ma nel giorno in cui si sarebbe dovuto svolgere l’incontro, l’avvocato Chiarieri aveva chiesto di posticipare l’appuntamento. L’accordo era stato preso per il 14 dello stesso mese, ma «né il dipendente né il suo procuratore – si legge nella determina – si presentavano o producevano memorie ma solo un certificato medico in cui si attesta va l’impossibilità a presenziare». Contestualmente veniva presentata da parte del legale richiesta di nuova convocazione. Non trovando nel certificato «alcun grave ed oggettivo impedimento a presenziare al contraddittorio», sebbene nel certificato ci fosse la prescrizione di cura e riposo per quattro giorni, il Comune ha decretato il licenziamento di cui ora si discuterà in Tribunale. —

A.Q..

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di Redazione web