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Pochi medici di famiglia, l’Asl: «Usiamo le guardie mediche»

A.Q.

A Castelnuovo e Pomarance mancano due dottori di base L’idea dell’azienda sanitaria  in attesa di professionisti a tempo indeterminato

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Usare le guardie mediche per sopperire alle carenze di medici di famiglia. È questa l’idea dell’Asl per la nuova emergenza in Valdicecina.

Il caso era stato sollevato pochi giorni fa dal sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini, proponendo ai vertici dell’azienda sanitaria di fare incontri sul territorio per spiegare la situazione che vede i medici di base in numero inferiore agli standard. Castelnuovo divide i suoi dottori con parte del territorio di Pomarance. «Un bacino da settemila pazienti sopra i sedici anni – dice Ferrini – ma con appena quattro medici di famiglia più un sostituto, quando invece, a regime, dovrebbero essere sette. La mancanza di due dottori mette in crisi questa zona e la proposta dell’Asl di far fronte a questo disservizio ricorrendo alle prestazione delle guardie mediche durante le ore diurne potrebbe davvero essere una soluzione, in attesa di trovare un professionista disposto a venire in Valdicecina per svolgere il ruolo di medico di famiglia».

Resta il problema del cambio del medico, dopo la rinuncia di uno che aveva accettato il posto a Castelnuovo. «La casa della salute è a Larderello – ha aggiunto il sindaco Ferrini – ma anche gli anziani sono costretti a farsi chilometri per questa pratica burocratica. Ho espresso all’Asl le mie perplessità, chiedendo una deroga. Ora attendo una risposta».

Da Pomarance, però, sempre in tema di carenza di medici di famiglia, il consigliere comunale con delega alla sanità, Loriano Fidanzi, ha una proposta per dare la continuità medica per i cittadini di Castelnuovo, Sasso, Montecastelli e La Leccia. «Abbiamo elaborato insieme al coordinatore dell'area territoriale funzionale dell'alta Valdicecina una soluzione per dare la copertura medica con gli stessi orari che faceva la dottoressa Cirillo nei paesi del nostro territorio – dice Fidanzi – Il tutto, per il periodo necessario a trovare un medico a tempo indeterminato. In pratica si chiede all’Asl di dare incarico ai quattro medici titolari della zona di farsi carico dei cittadini rimasti senza medico. Ma, a loro volta, i dottori si dovranno avvalere dei quattro giovani medici che abitano in questa zona per ricoprire tutte le sedi ambulatoriali con gli stessi orari».

In più, secondo Fidanzi, « deve essere prevista una reperibilità infermieristica. Per attuare questa proposta la Asl deve fare una deroga all'attuale normativa. Questa proposta non ha costi aggiuntivi per l’Asl che dovrebbe solo pagare la reperibilità infermieristica, dando la sicurezza di continuità medica ai cittadini».

Una soluzione che sfrutterebbe la conoscenza del territorio e delle persone dei quattro giovani medici che, attualmente, lavorano come guardie mediche in altre zone della Toscana. —

A.Q..

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di Redazione web