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«Il sindaco ha l’obbligo di risolvere il caso della famiglia sfrattata»

«Il sindaco ha l’obbligo di risolvere il caso della famiglia sfrattata»

CASTELFRANCO. Dopo l’articolo pubblicato dal giornale Il Tirreno sulla famiglia di Castelfranco che rischia di perdere la casa per lo sfratto, l’Unione inquilini di Pisa scrive al sindaco Gabriele...

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CASTELFRANCO. Dopo l’articolo pubblicato dal giornale Il Tirreno sulla famiglia di Castelfranco che rischia di perdere la casa per lo sfratto, l’Unione inquilini di Pisa scrive al sindaco Gabriele Toti per chiedere un suo intervento in favore del babbo, la mamma e delle due figlie piccole.

«Siamo venuti a conoscenza che Giuseppe Bufalino e la sua famiglia è sotto sfratto – scrive l’avvocato Luca Scarselli dell’Unione inquilino Pisa, sezione Valdarno inferiore – Da quanto ci viene riferito il 24 luglio prossimo è stato fissato lo sfratto con forza pubblica. Non solo, ad oggi, Bufalino non ha disponibilità di altra abitazione».

Una condizione simile a quella di molte altre famiglie ma che, in questa circostanza, è aggravata dalla presenza di due figlie piccole. «Di conseguenza – dice ancora Scarselli – chiediamo un intervento del Comune per questo nucleo familiare che rappresenta solo la punta di un iceberg di disperazione e di una crisi profonda che attanaglia il nostro territorio. Confidiamo in un intervento dell’amministrazione comunale di Castelfranco, sottolineando e ricordando però che il sindaco riveste la funzione di autorità sanitaria locale. Così, considerata la composizione del nucleo familiare sotto sfratto, consideriamo l’intervento praticamente obbligatorio».

Nell’articolo pubblicato sull’edizione di ieri del nostro giornale, Bufalino ha raccontato la sua storia e i motivi per cui si è trovato in questa situazione: «Per molti anni sono stato impiegato in una ditta di costruzioni come muratore. A gennaio 2017 sono stato licenziato e da allora non sono più riuscito a trovare qualcosa di stabile. Con la disoccupazione e la liquidazione sono riuscito ad andare avanti un altro anno ma poi non ce l'ho fatta. O davamo da mangiare ai figli o pagavamo l'affitto». —

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