Gioco
«Un’emozione mondiale» per Carolina Morace in visita al Palp a Pontedera e al “Masoni” di Fornacette
PONTEDERA. «Un’emozione “mondiale”». Con poche sole parole, Carolina Morace ha riassunto quello che c’è all’interno della mostra “Tutte le maglie del mondo”, aperta al Palazzo Pretorio di Pontedera,...
PONTEDERA. «Un’emozione “mondiale”». Con poche sole parole, Carolina Morace ha riassunto quello che c’è all’interno della mostra “Tutte le maglie del mondo”, aperta al Palazzo Pretorio di Pontedera, con ingresso gratuito. Un turbine di emozione e di colori. E detto da lei, vale doppio. In Italia, Mennea sta all'atletica come Carolina Morace sta al calcio femminile. Bastano i numeri a parlare per lei: con la sola casacca della Nazionale, 153 presenze e 105 reti. Un'icona e una pioniera, che ha contribuito ad innalzare il calcio femminile alla dignità che merita. Dopo più di vent'anni sui campi da calciatrice e altrettanti in panchina, Carolina Morace è da qualche settimana la nuova allenatrice del Milan femminile. E la sua visita, tra Fornacette e Pontedera, appunto alla mostra “al museo Palp, è un po' come aver ripercorso la propria carriera. Prima, al “Piero Masoni”, dove negli impianti di ultima generazione del Casarosa, stanno nascendo le prime formazioni di calcio femminile. Ad accogliere Carolina, il presidente Luca Baldi, che ha mostrato alla recordwoman della Nazionale italiana tutte le innovazioni della sua società. Dal tracciamento con il Gps durante gli allenamenti ai nuovissimi campi in erba sintetica. E da un'allenatrice come lei, arrivano i suggerimenti per migliorare.
«È un bellissimo centro sportivo – commenta – ma avete pensato a fare anche parte degli allenamenti della scuola calcio in inglese?». E ancora, uno sprono a fare meglio per rendere il calcio femminile in Italia sempre più competitivo. «La professionalità dev’essere la stessa di quella richiesta in ogni sport – spiega – solo così possiamo raggiungere grandi traguardi». Dopo i consigli, arrivano le foto con le giovani calciatrici e una targa consegnata dallo stesso Baldi, in riconoscimento come “esempio di donna, tecnico e mitica calciatrice”. Descrizione azzeccata. Dopodiché, via al Palp. Alla mostra, di cui Il Tirreno è media partner, anche Simone Panizzi, titolare della collezione, e Luca Doveri, curatore della mostra. E anche qui, Carolina si è ritrovata a casa sua. Non solo come ambasciatrice della Fifa per il calcio femminile, ma anche come girovaga del pallone. L'ultima esperienza da allenatrice, prima della panchina rossonera, è stata con la Nazionale di Trinidad e Tobago. «Hai pure questa?», domanda sorridente a Simone, che non può che dire di sì: del resto, sono tutte le maglie del mondo. Scorrono tutte le casacche: dal Botswana alla Somalia, da Montserrat ai Paesi Bassi. Ci sono tutte, ma Carolina ci prova a mettere alla prova Simone. «E invece il Kazakistan?». Ma niente da fare: la collezione di Simone non manca neppure di una maglietta. Tra le tante, anche quella del Canada, che Carolina ha allenato per due anni, dal 2009 al 2011. «Ogni maglia – commenta – ha una propria storia, di calcio e di vita, e questo è ciò che mi piace». Un vero e proprio arcobaleno di colori, che per lei, però, è la normalità. «Come membro della Fifa – spiega – per noi è la quotidianità: lo sport e il calcio devono essere integrazione, partecipazione e condivisione, al di là di qualsiasi barriera». In serata poi Morace è stata a Peccioli per un incontro dedicato ai temi del calcio. —
PIETRO MATTONAI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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