Il Tirreno

Pontedera

Bartolini, operai bloccano l’hub e costringono la coop a trattare

Danilo Renzullo
Bartolini, operai bloccano l’hub e costringono la coop a trattare

Sciopero proclamato nella notte a Lavoria per il rinnovo dei contratti a termine e l’aumento del lavoro per i part time 

3 MINUTI DI LETTURA





LAVORIA

Braccia incrociate durante la notte, braccia al cielo in segno di vittoria nel pomeriggio. Nel mezzo una lunga protesta che potrebbe replicarsi anche nelle prossime settimane rischiando di paralizzare nuovamente la movimentazione delle merci dirette in tutta la Toscana. La protesta è scoppiata martedì sera, in concomitanza con l’inizio del turno notturno.

Decine di facchini addetti all’hub Bartolini di Lavoria, uno dei più grandi d’Italia, intorno alle 23 hanno abbandonato le loro postazioni e, “armati” di bandiere e megafoni, hanno invaso i piazzali dello stabilimento per rivendicare il rispetto degli accordi firmati a maggio con la cooperativa che gestisce il sito (un’azienda con sede legale a Milano attiva nel settore del movimento merci e dei trasporti che lo scorso anno si è aggiudicata l’appalto del servizio di facchinaggio per il sito di Lavoria).

Un’intesa, quella firmata due mesi fa, che avrebbe dovuto portare al rinnovo dei contratti in scadenza e all’aumento delle ore lavorate per alcuni dei quasi duecento lavoratori impiegati nell’impianto che si occupa dello smistamento delle merci.

«Lo scorso 23 maggio, al termine di una serie di assemblee dei lavoratori – spiegano i rappresentanti di SiCobas – abbiamo raggiunto un’intesa con la cooperativa che gestisce le lavorazioni e firmato un accordo che prevede il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza e l’aumento delle ore lavorate per i facchini inquadrati con i contratti part-time. Per un lavoratore l’accordo prevede il rinnovo del contratto a tempo determinato finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato».

La cooperativa – in cui lavorano numerosi livornesi – avrebbe dovuto concretizzare l’intesa da lunedì scorso. Le aspettative dei lavoratori si sono però eclissate la scorsa settimana, quando la società ha deciso di non rinnovare i contratti per cinque facchini e sostituirli con il ricorso al lavoro interinale. La risposta dei lavoratori – tra i quali vari livornesi – non si è fatta attendere. Lo sciopero improvviso degli addetti al turno notturno, accompagnato da un presidio all’esterno dello stabilimento, ha paralizzato tutte le attività. Decine tra camion e tir sono rimasti incolonnati per ore in attesa di caricare o scaricare le merci. Un picchetto che, di fatto, ha bloccato ogni tipo di consegna.

Cori e rivendicazioni urlate al megafono hanno accompagnato la protesta andata avanti per tutta la notte e proseguita, sotto la sorveglianza della polizia, fino all’arrivo nel primo pomeriggio di ieri dei responsabili della cooperativa e alla convocazione di un tavolo di trattativa.

«L’azienda – spiegano i delegati del sindacato di base – ha promesso il reintegro dei lavoratori lasciati a casa, presentando i contratti rinnovati, e l’aumento delle ore per i facchini part-time. Per il dipendente vicino all’assunzione (occorrono quattro mesi di proroga, nda) la società si è detta disponibile a reintegrarlo per un mese e a discutere, entro qualche settimane, della possibile stabilizzazione». Il passo indietro della cooperativa che gestisce il servizio di facchinaggio ha convinto i manifestanti a sciogliere il presidio e ritirare i picchetti, permettendo dopo oltre 16 ore di protesta la ripresa delle attività.

«È una mezza vittoria – commentano i manifestanti e i rappresentanti sindacali – Abbiamo ottenuto il reintegro dei lavoratori e la proroga dei contratti, ma per esultare attendiamo il rispetto di tutti gli altri punti dell’accordo firmato a maggio». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web