Sicurezza
1.100 richieste per quattro posti come educatore di asilo nido
Il Comune di Pisa costretto ad organizzare una preselezione al Palacongressi Partecipanti da tutta la provincia. A settembre l’ingresso dei vincitori al lavoro
PISA
Oltre trentacinque domande al giorno. Quasi 1.100 richieste di assunzione in trenta giorni. L’offerta è più che allettante, di quelle che negli ultimi anni ne capitano col contagocce: l’assunzione di quattro educatori di asilo nido. Quattro posti a tempo indeterminato nelle strutture scolastiche del Comune di Pisa che saranno contesi da un piccolo esercito di 1.094 tra aspiranti educatori e lavoratori precari che sperano di sottoscrivere un contratto di lavoro a vita. Per assegnarli occorre però passare dal “concorsone” che il Comune di Pisa, nell’ambito del maxi piano di assunzioni per il triennio 2017-2019 stilato dalla precedente amministrazione, ha indetto per far fronte alla valanga di richieste di assunzione che si è abbattuta sul bando pubblicato e maggio e scaduto dopo un mese.
Il primo scoglio da superare per gli aspiranti educatori è la prova preselettiva che il Comune ha indetto per il 16 luglio al Palazzo dei congressi, dove sono chiamati a rispondere ai quiz 1.034 candidati (21 candidati sono stati esclusi per la mancanza dei requisiti o per errori nella compilazione della domanda di partecipazione al concorso, mentre altri 39 sono stati esonerati dalla prova preselettiva e ammessi direttamente alla prova successiva in quanto hanno maturato un’esperienza lavorativa di almeno 150 giorni di lavoro con il Comune nel profilo di educatore di asilo nido). Di questi ne rimarranno solo 200 che dopo una settimana, il 23 luglio, si ritroveranno di nuovo al Palacongressi per un secondo esame di selezione (una prova scritta). Il concorso si chiuderà con una prova orale. Sulla base dei punteggi dei candidati sarà stilata una graduatoria: i primi quattro entreranno in servizio con l’inizio del prossimo anno scolastico, i restanti dovranno sperare nel turn-over.
«Una valanga di candidature, centinaia e centinaia di partecipanti ad un concorso che offre solo quattro assunzioni è il sintomo di una grande richiesta di lavoro, di stabilizzazione e di uscita dal precariato – commenta Miro Berretta della Funzione pubblica-Cgil di Pisa - Un’enorme domanda derivante anche dal blocco delle assunzioni e del turn-over degli scorsi anni. Tra le centinaia e centinaia di candidati ci sono anche tantissimi tra insegnanti ed educatori, quasi tutte donne, che da anni lavorano in appalto con cooperative che spesso portano avanti il funzionamento degli asili nido facendo fronte alla mancanza di personale, che sperano in un’assunzione e in una stabilizzazione. Questo concorso, come altri, porta però alla luce anche un altro fenomeno: educatori che, nonostante l’esperienza maturata in molti anni di lavoro in appalto, non hanno diritto ad un punteggio di base a differenza dei colleghi che hanno lavorato con un contratto firmato da un ente pubblico. (chi ha maturato un’esperienza con il Comune è escluso dalla prova preselettiva, nda). Un’assurdità». —
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