Il rio Enzi trasporta carcasse di pesci Accuse alla Bonifica
SAN MINIATO. «Dove sono le istituzioni? Dove sono le associazioni animaliste?». Queste le domande, dal tono senz’altro polemico, che si pone Piero Taddeini, segretario del comitato di gestione della...
SAN MINIATO. «Dove sono le istituzioni? Dove sono le associazioni animaliste?». Queste le domande, dal tono senz’altro polemico, che si pone Piero Taddeini, segretario del comitato di gestione della zona di ripopolamento e cattura di Collebrunacchi, dove da alcuni giorni il rio Enzi trasporta carcasse di pesci morti.
«Una moria, l'ennesima, che si manifesta dopo i lavori di ripulitura dell'argine effettuato da parte del Consorzio di bonifica», spiega lo stesso Taddeini, responsabile con altri dell'area, ricadente interamente all'interno del comune di San Miniato.
Segnalazione, quella di domenica mattina, che è stata inviata a tutte le autorità competenti, compresa l'Arpat.
Oltre ai danni alla fauna, il rio in questi giorni presenta anche forti maleodoranze.
«La macinatura degli arbusti e delle erbe effettuata dalle macchine operatrici per liberare il corso dell’acqua, genera un massa considerevole di detriti vegetali – scrive Taddeini – che con la sedimentazione nelle acque dei torrenti, sommata alla scarsità di piogge, genera la formazione di gas e ammoniaca. Il disastro che è si manifestato davanti ai nostri occhi non ha giustificazioni e mette a rischio anche la vita di tutta la fauna che in estate si abbevera in quelle acque, comprese varie specie protette di uccelli. Migliaia di piccoli pesci emergevano per cercare “ossigeno”, una tartaruga in fin di vita. Senza poi immaginare le migliaia di animali che quotidianamente in questo periodo di arsura estiva, si abbeverano in queste putride acque».
Disagi che per il comitato di gestione potrebbero essere evitati anche attraverso alcune accortezze e lo svolgimento di alcuni lavori.
«Questo genere di interventi radicali, da noi sempre criticati, continuano ad essere realizzati contro ogni direttiva della Comunità Europea, recepita anche dalla Regione – continuano i gestori della zona di ripopolamento – Sin dai tempi delle prime discussioni intavolate con il Consorzio avevamo proposto alcune soluzioni, puntualmente disattese: quali la creazione di piccole cascate per riossigenare le acque oppure la realizzazione di alcune pescaie lungo il percorso dei torrenti, ma contro ogni logica anche quelle poche che erano presenti, sono state distrutte». —
Nilo Di Modica. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .
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