Sicurezza
Sciopero a oltranza e blocco del magazzino ricambi Piaggio
Protesta di oltre cento lavoratori della cooperativa New Job per i bassi salari Lunedì assemblea dopo lo stallo sulla trattativa per il rinnovo dell’integrativo
PONTEDERA. Sciopero a oltranza con fiato sospeso per tutto il giorno ieri al magazzino ricambi della Piaggio per oltre cento dipendenti della cooperativa New Job che opera in subappalto rispetto a Ceva, l’azienda titolare della gestione della struttura con contratto stipulato con l’azienda della Vespa. Nella trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, i lavoratori della cooperativa rivendicano salari equiparati, o almeno più vicini rispetto alla situazione attuale, a quelli dei loro “colleghi” di Ceva. Si tratterebbe di una media di 400 euro lordi al mese. Dopo la rottura delle trattative è stato allestito un presidio davanti ai cancelli del magazzino. Poi un nuovo incontro in cui, però, non è stato trovato l’accordo. E lo sciopero sembra destinato a proseguire.
Centoquindici i lavoratori coinvolti nella protesta, cominciata giovedì alle 17,30 dopo un incontro tra sindacati e New Job che ha sancito lo stallo della trattativa. Ieri, però, lo sciopero si è trasformato in un blocco delle merci in ingresso al magazzino ricambi, nella speranza che la dirigenza della cooperativa (e di conseguenza anche di Ceva) accettasse la proposta di inserire in busta paga un premio da 200 euro netti in tempi brevi. Ma proprio sulla tempistica dei pagamenti, il confronto ha subito un nuovo raffreddamento. L’azienda vorrebbe arrivare alla quota concordata, da pagare sotto forma di premio mensile, nell’arco di molti mesi. I sindacati, invece, chiedono che si faccia in fretta.
Ieri pomeriggio, poi, la nuova riunione che ha lasciato la situazione nelle stesse condizioni della mattina. E allora è stato tolto il presidio, ma non lo stato di agitazione. Lunedì è prevista un’assemblea in cui si prenderanno decisioni su come muoversi rispetto a una proprietà che non sembra essere disposta a cedere più di tanto rispetto a richieste di aumento del salario, in rapporto a dipendenti di Ceva che, in pratica, svolgono le stesse mansioni. Ma, appunto, guadagnano molto di più al mese.
«La situazione è in stallo – ha detto Matteo Taccola della Filcams Cgil – Ci siamo incontrati varie volte, senza però riuscire a trovare un accordo rispetto ai bisogni dei lavoratori che reputiamo essere più che legittimi. Speriamo che nei prossimi giorni si possano trovare le condizioni per arrivare a un’intesa che possa soddisfare le esigenze dei dipendenti, nel rispetto del giusto funzionamento del magazzino».
Al presidio anche Irene Cesari, esponente di Uil Tucs: «I lavoratori sono compatti nel chiedere il rispetto dei loro diritti. L’azienda finora si è confrontata in maniera positiva. Ma non riusciamo a trovare la strada giusta per un’intesa. Lunedì ci riuniremo insieme ai dipendenti e decideremo cosa fare».
Di sicuro un blocco del magazzino ricambi in un periodo di grande lavoro all’interno di Piaggio e di consegne di veicoli a chi, durante la bella stagione, acquista scooter non è auspicabile per nessuna delle aziende coinvolte. La Piaggio in particolare, ma a cascata anche a Ceva e New Job che, per una protesta dei lavoratori, rischiano guai con i rispettivi committenti. La curiosità ora è vedere quanto sarà duro questo braccio di ferro che i dipendenti della cooperativa sembrano intenzionati a portare avanti con l’azienda. —
Andreas Quirici.
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