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La Memoria trova la sua casa ai loggiati di San Domenico

Nilo Di Modica
La Memoria trova la sua casa ai loggiati di San Domenico

Presentati i lavori di ristrutturazione del palazzo che ospiterà l’esposizione Durante l’intervento ritrovati anche affreschi realizzati dal pittore Dilvo Lotti

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SAN MINIATO . Avrà una casa la memoria a San Miniato, anche se non condivisa. Anche per quella dimenticata, tornata alla luce durante i lavori nelle forme e nei colori di alcuni affreschi del pittore Dilvo Lotti. Sarà inaugurato il 24 luglio il tanto chiacchierato “MuMe”, il Museo della Memoria ai loggiati di San Domenico.

«Un museo innovativo, interattivo, multimediale – lo descrivono la curatrice Barbara Pasqualetti e l’architetto Serena Chiarugi, responsabile dei lavori a cui è seguito l’allestimento curato in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa – Il filo conduttore che è stato seguito nell’allestimento riguarda il tema della lacerazione (fisica, sociale e psicologica) che si ritrova sia in alcune suddivisioni dello spazio, sia nella realizzazione del logo. Una memoria trafitta da tagli trasversali che, come lame, lasciano ferite profonde e cicatrici indelebili nella storia della comunità sanminiatese».

Museo capace di coinvolgere lo spettatore anche e soprattutto attraverso un’esposizione mista, dispositivi audio e video, richiami a varie opere come gli scritti di don Luciano Marrucci in “Come tacevano le cicale in quell’estate del 1944” o il mai dimenticato film dei Taviani “La Notte di San Lorenzo”. Ma anche oggetti di uso quotidiano dell’epoca, spesso donati dagli stessi sanminiatesi, legati a piccoli e grandi aneddoti o racconti di quegli terribili anni. Racconti che saranno a disposizione dei visitatori attraverso l’audio guida.

Il costo complessivo per la realizzazione del Museo, comprensivo dei lavori di restauro è 240mila euro, grazie ad un cofinanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato. «Il complesso di San Domenico diventa così palazzo della cultura a tutti gli effetti – spiegano gli assessori Chiara Rossi e Marzia Fattori – In due intensi mesi di lavoro si realizza un progetto importante che adesso è in via di conclusione».

Per quanto riguarda il percorso espositivo tutto è iniziato con un’intensa attività di ricognizione del materiale messo a disposizione dalla cittadinanza e dalle collaborazioni con cultori di storia locale e associazioni. La raccolta museale è articolata in tre sezioni dal 1921, anno in cui anche a San Miniato furono istituiti i Fasci di combattimento, al 1946, quando si proclama la nascita della Repubblica, in cui sono esposti oggetti appartenuti a cittadini sanminiatesi. La multimedialità è uno degli elementi fondanti di questa struttura espositiva, perché pone l’accento sull’aspetto emozionale che il tema della guerra suscita nel visitatore: l’angoscia, la paura, la commozione, la voglia di ripartire per costruire una società migliore. Esposti anche oggetti appartenuti ai partigiani Giuseppe Gori, Angiolo Cheli, Carlo Chelli e Giorgio Morelli.

Durante la presentazione dell’inaugurazione del Museo della Memoria si è parlato anche degli affreschi di Dilvo Lotti. Durante i lavori di restauro nel palazzo, infatti, sono state ritrovate alcune opere del pittore sanminiatese Dilvo Lotti, risalenti al periodo fascista. Si tratta di cinque affreschi realizzati nel 1934: figure realizzate nell’ex refettorio dei domenicani, all’epoca Casa della Gioventù Italiana del Littorio, raffiguranti scene di vita del periodo fascista. –

Nilo Di Modica . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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