Il Tirreno

Pontedera

l’allarme 

A Castelnuovo mancano i medici di famiglia

A.Q.

Dopo il rifiuto di un dottore di lavorare nel paese il sindaco s’infuria e scrive all’Asl: disposti a investire risorse economiche

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CASTELNUOVO VALDICECINA. C’è un nuovo allarme per la sanità in Valdicecina. Questa volta tocca al sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini, appellarsi all’Asl Toscana Nord Ovest affinché risolva il problema dell’assenza di medici di famiglia. La nuova emergenza è stata aperta dalla rinuncia di un dottore che era stato nominato sostituto del titolare di uno dei posti assegnati a questo territorio. Con gravi disagi per la cittadinanza che, ora, si cerca di alleviare con la richiesta di un’assemblea.

«Siamo disposti a investire risorse – spiega Ferrini – e a progettare un piano d’intervento. Ma questa vicenda deve finire. Questo territorio è disagiato e viene sempre più allontanato dai servizi fondamentale per i cittadini anche dalla burocrazia. È un momento difficile, ma gli enti come l’Asl devono capire che le persone che abitano in zone come la nostra non possono subire sempre questi torti».

Castelnuovo ha 2. 300 abitanti e dei tre medici assegnati al paese, che vengono divisi anche con una parte dei pazienti che abitano nel territorio del comune di Pomarance, ne sono rimasti due. Uno dei dottori di famiglia, infatti, ha chiesto il trasferimento. Il sostituto era stato trovato, ma poco dopo ha rinunciato. E il caso, sollevato appena poche settimane fa, è stato inesorabilmente riaperto.

«Trovare sostituti è difficile – sottolinea ancora il sindaco – perché servono abilitazioni che pochi medici hanno. Quello che chiediamo all’Asl è di fissare a breve due pubbliche riunioni a Sasso e Castelnuovo e di cercare almeno di alleviare queste assurde “gite per utenti” in gran parte anziani». Ferrini si riferisce alla necessità di recarsi alla casa della salute di Larderello per il cambio del dottore a cui sono obbligati i pazienti. E ancora: «Disponibile, come sempre, a dare tutto il contributo possibile del Comune, non più disponibile però a sopportare le distorsioni di un sistema mal congegnato e reso ingestibile da un quadro normativo palesemente assurdo».

Ma il sindaco va giù duramente: «È abbastanza ipocrita sciacquarsi la bocca con il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e poi mettere in atto meccanismi tali che determinano in molte aree disagiate un impossibilità oggettiva all’esercizio di questo diritto, magari per dare ad alcune categorie di lavoratori tutele e margini di discrezionalità che alla stragrande maggioranza delle persone sono negati». —

A.Q. .

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