Sicurezza
Futuro nel settore imballaggi per gli ex operai della Tmm
Incontro a Firenze per dare vita a una cooperativa e salvare i posti di lavoro. Al tavolo c’erano anche un imprenditore e un manager del ramo packaging
Una cooperativa, un imprenditore, un manager e alcuni corsi di formazione da avviare e completare in fretta. Tutto per ricollocare nel mondo del lavoro gli operai della Tmm, l’azienda che produceva marmitte e che nell’agosto scorso ha licenziato oltre 80 lavoratori.
Ieri mattina, a Firenze, l’ennesimo capitolo di una storia che sembra infinita. Fatta di famiglie disperate e sofferenza, di un presidio di fronte ai cancelli dell’azienda che resiste da quasi un anno e di una citazione in sede civile, accompagnata da una richiesta danni per un milione, da parte del curatore fallimentare della Tmm, Roberto Dell’Omodarme, nei confronti di 26 operai che, nei mesi scorsi, hanno impedito ai mezzi pesanti di entrare all’interno dell’azienda per prelevare i macchinari.
Ieri a Firenze si è tenuto un incontro per mettere a punto la formazione di una cooperativa, composta da circa quaranta lavoratori della Tmm, che in questo modo tornerebbero ad avere un’occupazione.
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«Devono essere ricalibrate le maestranze, e quindi sarà necessario organizzare dei corsi di formazione, di cui si prenderà carico la Regione, attraverso alcuni bandi. Servono lavoratori capaci di comandare macchine a taglio laser, robot – spiega Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Cgil Toscana – e saldatori con determinate professionalità».
Al tavolo erano seduti, oltre ai rappresentanti delle sigle sindacali e al sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, anche due soggetti fondamentali per l’eventuale costituzione della cooperativa: un imprenditore della zona, pronto a mettere a disposizione una parte di un capannone come sede produttiva della cooperativa, e il manager di una ditta del territorio che opera nel settore degli imballaggi, che invece garantirebbe il lavoro agli uomini e alle donne reduci dal calvario Tmm. Lo stesso manager, fornirebbe anche i macchinari per la produzione.
Niente più marmitte e accessori legati al settore motoristico. Gli operai Tmm, in futuro, potrebbero ritrovarsi a lavorare nel segmento del packaging. Il settore di confezionamenti e imballaggi, nel 2016, ha segnato un incremento del fatturato del 6,6%, superiore sia alle previsioni sia alla crescita dei competitor tedeschi. E nel primo trimestre 2017 i volumi sono aumentati del 12%.
«Ora devono cominciare velocemente i corsi di formazione e deve essere costituita in fretta la cooperativa, così da avere tutto pronto alla fine dell’estate – sottolinea Millozzi – e potersi lanciare insieme in questa nuova avventura. Per gli operai Tmm è l’ultima speranza, e sono sicuro che faranno il massimo per tenerla viva e sfruttarla come si deve. Non c’è tempo da perdere, ogni attore deve fare la sua parte e lavorare per una risoluzione rapida della vicenda».
Millozzi, poi, commenta la spinosa situazione degli ex dipendenti Tmm: «L’amministrazione da subito si è schierata a fianco dei lavoratori, cercando di trovare una soluzione per garantire il loro diritto al lavoro. Quella della cooperativa è un’idea interessante, che però necessita di uno sviluppo concreto e tempestivo». —
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