Il Tirreno

Pontedera

Tutte la maglie del mondo: c'è anche il super torneo di Subbuteo

Pontedera: l’iniziativa è stata organizzata dall’Atletico Pisa in campo. Appuntamento da non perdere la sera del 12 luglio

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PONTEDERA. Il mondiale in “punta di dito” a Pontedera. L’Italia fuori dai Mondiali si può consolare con il mitico Subbuteo. Nel popolare calcio in miniatura gli azzurri, plurititolati, sono una grande potenza. Dal 1978, quando il pisano Andrea Piccaluga si laureò campione del mondo juniores in Inghilterra. Un panno verde che riproduce le fattezze del terreno di gioco, due porte, una pallina e 22 “omini” in miniatura alti poco più di due centimetri su basi basculanti che si affrontano, rigorosamente con “colpi a punta di dito”, in gare da venti minuti.

Giovedì 12 luglio dalle 19.30 alle 22 al Palazzo Pretorio di Pontedera in occasione della mostra sulle maglie ufficiali delle nazionali del pallone ci sarà anche una serata dedicata al gioco sul calcio più famoso del mondo che ha da poco compiuto 70 anni, fondato nel 1947 in Inghilterra dall'ornitologo Peter Adolph. La serata è organizzata dal club "Atletico Pisa in campo", appena promosso in serie A ai campionati italiani a Roma.

Saranno allestiti campi per sfide dimostrative e un torneo con altri club toscani con le miniature delle nazionali, alcune dipinte a mano, vere e proprie opere d’arte, ma si potrà anche imparare a giocare e scoprire questo fantastico gioco (per informazioni consultare la pagina Facebook "Atletico Pisa in campo").

Un gioco (per molti una disciplina sportiva) che richiede una certa abilità e tecnica nel colpire la palla, concentrazione e una buona dose di strategia, a metà tra biliardo e scacchi. E la scelta della squadra più adatta al tipo di gioco le cui basi sono lucidate per scorrere più veloci: dalle Hw e Lw degli anni 80 per gli effetti col "giro" che imitano dribbling e pallonetti, alle nuove e performanti miniature e quelle del calcio da tavolo, evoluzione del subbuteo moderno. Una passione esplosa in Italia negli anni settanta ed ottanta con milioni di praticanti, tanta creatività e un campo (per lo più artigianale, un panno verde su una tavola di compensato) che era presente in quasi in tutte le case e garage dei bambini italiani (uno fenomeno ben raccontato nello splendido documentario Subbuteopia). E che dopo avere superato una crisi tra le fine degli anni novanta e il duemila da qualche anno è protagonista di una nuova e contagiosa rinascita.

In Italia un centinaio di club e la Toscana la fa da padrona, forte di una vecchia e vincente tradizione. I professionisti disputano i campionati di serie A (c'è pure un ranking), gli Europei e i Mondiali. E tra i subbuteisti doc ci sono anche Gigi Buffon (il portiere della Juve ha una collezione di oltre 500 squadre) e l'ex premier Enrico Letta («È una palestra di fair play» ha raccontato nel libro "Subbuteo o son desto?"). Perché il Subbuteo (che prende il nome di un falco) non hai smesso di volare. Più vivo che mai. Soprattutto nei suoi valori. Un ultimo baluardo contro gli imperanti videogame e a difesa di un calcio genuino e dalla parte dei tifosi. Allora tirate fuori le squadre e venite a Pontedera, pronti a giocare e divertirsi fino all'ultimo tocco a punta di dito.

Nicola Nucci

 

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