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Pontedera

Non ancora identificato il giovane ucciso dal treno

Non ancora identificato il giovane ucciso dal treno

La Polfer continua con gli accertamenti. Il minorenne che era con lui sui binari e si è salvato ha dato le prime indicazioni che sono al vaglio degli inquirenti

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SAN ROMANO. Non è ancora stato identificato con certezza il tunisino di 24 anni che l’altra sera è stato investito alla stazione di San Romano Montopoli Santa Croce da un treno passato alle 21. 40.

Il ragazzo di 16 anni che era insieme a lui e che dice di essere il cugino ha fornito un nome, ma la Polfer non ha ancora la certezza che si tratti proprio della persona che ha perso la vita. Si tratta comunque di uno straniero senza documenti né soggiorno di permesso. Per cui diventa tutto più difficile. Il grave fatto ha bloccato la circolazione sulla linea pisana. La stazione è stata teatro in passato di altri tragici episodi, tra questi quello che ha portato alla morte di un 31enne il settembre dello scorso anno: il giovane attraversò i binari con le cuffie alle orecchie, non accorgendosi del treno che stava passando ad alta velocità.

Tornando alla tragedia dell’altra sera, la polizia ferroviaria è certa che non si tratti di un suicidio, ma di un incidente dovuto all’abitudine che hanno molti stranieri di attraversare i binari, sfidando la morte. Alle 23. 15, dopo il nulla osta della polizia ferroviaria, è stata riattivata la circolazione sul secondo binario della stazione di San Romano, con prescrizioni di riduzione di velocità. Solo successivamente il treno investitore è stato autorizzato a riprendere la corsa verso Pisa-Genova. Ma le ripercussioni sulla circolazione dei treni sono state davvero molte e pesanti. Sull’incidente è stata aperta un’indagine, anche se il macchinista ha potuto fare ben poco: il giovane è sbucato all’improvviso sui binari e a quel punto la velocità del treno era tale che non c’era niente da fare.

In meno di un anno a San Romano sono morte due persone nello stesso modo. E questo rende tutto molto più difficile da accettare. Quanto sia pericoloso attraversare i binari è chiaro a tutti. Eppure il divieto viene sistematicamente disatteso, come raccontano i cittadini che abitano nella zona.

«Attraversano da soli o anche in gruppo. Più volte al giorno si assiste alla stessa situazione», dicono i cittadini che vivono nella zona.

Nei prossimi giorni, comunque, la Polfer conta di poter identificare compiutamente il giovane così da cercare eventuali suoi parenti.

Altrimenti la salma sarà destinata a restare chissà per quanto tempo in un deposito se qualcuno non avrà cura di organizzare un funerale. (s. c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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