Il Tirreno

Pontedera

Rischia di non nascere l’Unione dei Comuni

Rischia di non nascere l’Unione dei Comuni

San Miniato si defila e fa circolare una bozza di delibera con cui interrompe il percorso per l’alleanza con Santa Croce sull’Arno, Castelfranco e Montopoli

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SAN MINIATO. «È davvero significativo che sia partita da San Miniato l’iniziativa di proporre una delibera di revoca dell’Unione dei Comuni, senza riflessioni sui motivi della sua mancata attuazione».

Picchiano duro i membri del Comitato civico CambiaMenti sull’ultimo aggiornamento della decennale questione dell’Unione dei Comuni. La “città del cuoio”, almeno come era stata pensata e proposta dai quattro comuni di San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco, dentro e fuori dai partiti e dai consigli comunali, non esiste più nemmeno in prospettiva. A mettere a repentaglio quel percorso è stata la maggioranza a San Miniato, Comune estensore di una bozza di delibera fatta circolare anche negli altri Comuni in cui si chiede “di revocare l’istituzione dell’Unione di Comuni Valdarno Inferiore, insieme allo Statuto e all’Atto Costitutivo”. Un atto, pare, meditato da tempo negli ambienti del Partito Democratico, approdando alla consapevolezza che qualcosa è cambiato e si debba ripensare i rapporti fra Comuni in modo diverso, pur mantenendoli. Documento comunque subito stoppato nei vari Comuni, che ora chiedono una maggiore riflessione.

«C’è tutto un lavoro fatto sul distretto in questi anni che non può essere messo da parte – dice, oggi, la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda – Di sicuro i Comuni non possono andare avanti da soli. C’è una bozza di lavoro sui temi dell’economia e dell’urbanistica. Credo si debba trovare una forma di integrazione a partire da questi temi».

A non prenderla bene è il comitato sanminiatese che da tempo affila le armi in vista delle urne. «Un’idea fallimentare – la definisce il comitato CambiaMenti, leggendo il tutto come una mossa “isolazionista” di San Miniato – Di cui si sono visti gli effetti nelle questioni del polo scolastico come in quelle dei servizi sociosanitari. Continuiamo a ritenere che una politica di sostegno alla qualificazione delle attività produttive del distretto conciario-calzaturiero, di diversificazione del nostro apparato produttivo, di potenziamento delle strutture di distretto sociosanitario e costruzione di un vero polo di scuola media superiore, siano tutti temi che non possono essere affrontati dai comuni singoli. Non ci impicchiamo alla soluzione istituzionale dell’Unione dei Comuni, che ha dato risultati non sempre brillanti. Pensiamo però che queste scelte richiedano la costruzione, anche a prescindere dalla legislazione regionale e guardando piuttosto a esperienze del nostro territorio, come l’Associazione Intercomunale degli anni ’70, di una dimensione istituzionale di livello comprensoriale».

Il tema entrerà nel dibattito sulle alleanze del Pd in vista delle elezioni del 2019.

Nilo Di Modica



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