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Geotermia, il Pd chiede che si firmi il protocollo

Geotermia, il Pd chiede che si firmi il protocollo

I dem vogliono che dopo tre anni il documento per lo sviluppo venga siglato E invitano Enel ad affidarsi alle imprese e ai lavoratori del territorio

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VOLTERRA. Il Partito Democratico dell’Alta Val di Cecina chiede che si vada in tempi rapidi e d’intesa con i soggetti interessati (Regione, Enel e Comuni geotermici), alla firma del protocollo per lo sviluppo della geotermia nelle zone tradizionali, «da troppo tempo (oltre tre anni) fermo ai tavoli regionali».

«Questa situazione di stallo – scrivono i dem – ha portato ad un forte ridimensionamento degli investimenti da parte di Enel con un conseguente drastico calo delle attività per le imprese appaltatrici oltre che ad un numero del tutto insufficiente di assunzioni di nuovo personale interno per la sostituzione del turnover. Più volte le imprese appaltatrici e le stesse organizzazioni sindacali di categoria hanno rivendicato la firma di questo accordo che riteniamo determinante per l’assetto socio economico dei comuni geotermici». Questo in considerazione che gli impianti geotermici produttivi presenti nel nostro paese sono concentrati tutti in Toscana, nelle tre province di Pisa, Siena e Grosseto interessando ben diciassette comuni.

La geotermia conta attualmente trentaquattro centrali per un totale di trentasette gruppi e una potenza installata netta di 761 megawatt. La produzione annua è di circa 6 miliardi di chilowattora che, complessivamente, soddisfano quasi il 30% del fabbisogno elettrico della nostra Regione. La produzione geotermica è pari ai consumi di oltre due milioni di famiglie (superiore, cioè, al numero delle famiglie toscane) e tale da permettere un risparmio di oltre 1 milione e 400 mila Tep (Tonnellate equivalenti di petrolio). «È chiaro – continuano i dem – quindi come la geotermia, per un territorio come il nostro, geograficamente ed economicamente ai margini del tessuto produttivo regionale, rappresenti una industria essenziale per la sopravvivenza dei suoi paesi. Data tale situazione, così come pretendiamo uno sviluppo geotermico rispettoso del territorio e delle sue peculiarità paesaggistiche, dell’ambiente e della salute dei cittadini, non possiamo accettare che Enel rinunci a garantire adeguate ricadute occupazionali nei territori geotermici, soprattutto in riferimento alla formazione ed all’assunzione diretta di personale. Nel contempo chiediamo ad Enel che le imprese con sede di lavoro nei comuni geotermici, fornite di adeguate e specifiche professionalità nell’ambito della costruzione e manutenzione degli impianti, abbiano la priorità per la fornitura delle prestazioni richieste, ricorrendo a manodopera residente in area geotermica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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