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Pontedera

Tmm, il ministro Di Maio invitato al presidio operaio

Tmm, il ministro Di Maio invitato al presidio operaio

La deputata dem Ciampi, insieme ai colleghi Ceccanti e Cenni, ha presentato un’interrogazione: «Provvedimenti urgenti per salvaguardare i posti di lavoro»

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PONTEDERA. Arriva sul tavolo del ministro pentastellato Luigi Di Maio la vicenda degli ex lavoratori della Tmm a 26 dei quali il liquidatore della società che produceva marmitte ha chiesto un milione di euro di danni per il blocco dell’accesso alla fabbrica. La vertenza giunge all’attenzione del titolare del dicastero del Lavoro attraverso una interrogazione parlamentare presentata da Lucia Ciampi, deputata Pd e sindaca di Calcinaia, la quale al “Tirreno” ha anche annunciato l’intenzione di invitare il ministro al presidio operaio.

«Tutelare i lavoratori delle imprese contoterziste in crisi che appartengono all’indotto di aziende che hanno delocalizzato pur ottenendo finanziamenti pubblici», chiede Ciampi nell’interrogazione firmata anche dai deputati democrat Susanna Cenni e Stefano Ceccanti.

«Il ministro Di Maio – prosegue Ciampi – ha più volte annunciato che il governo varerà un decreto dove verranno inserite norme per disincentivare le delocalizzazioni delle imprese che hanno ricevuto fondi pubblici. Si passi ora dalle parole ai fatti. Sono necessari provvedimenti urgenti per salvaguardare i livelli occupazionali dell’indotto dei grandi gruppi industriali che, per ottenere maggiori profitti, stanno trasferendo gli ordinativi verso siti produttivi esteri».

«Ai dipendenti di Tmm che da mesi cercano pacificamente di far valere i loro diritti vanno tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà – prosegue la deputata – mentre condanniamo con forza la decisione della proprietà che ha addirittura chiesto i danni ai lavoratori accusandoli di boicottare la liquidazione della società».

Intanto va avanti il progetto di dare vita a una cooperativa degli ex lavoratori. L’incontro tra ex operai Tmm, esponenti della Fiom e tecnici di Legacoop Toscana si terrà il 27 giugno. Sarà quello il momento più importante di questi dieci mesi di lotta. Con molta probabilità, si deciderà se togliere il presidio o meno. «Ma se lo smantelleremo, non sarà per i diktat che il liquidatore intende imporci con le citazioni davanti ai giudici. Non vogliamo stare qui per sempre. E quello che abbiamo fatto da agosto a oggi è nel rispetto della legge», ha detto il segretario regionale della Fiom, Massimo Braccini, il giorno dopo l’annuncio della richiesta danni e di eliminare il presidio attraverso citazioni in tribunale per 26 lavoratori e il segretario provinciale Fiom, Marco Comparini. Un procedimento civile con richiesta di risarcimento per una somma stimata in circa un milione di euro, notificata in questi giorni agli interessati, impegnati dall’estate scorsa a portare avanti il presidio in viale Africa e a dare vita a una cooperativa da cui dovrebbe ripartire la speranza. Il primo appuntamento in Tribunale è il 17 luglio. In quella sede si parlerà del presidio. Il 15 novembre sarà trattata la richiesta di risarcimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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