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Forno crematorio, scelta più vicina: cinque opzioni

Forno crematorio, scelta più vicina: cinque opzioni

Si parte dall’ipotesi di non costruirlo per arrivare a quella di farlo a Casciana Terme Presentati gli scenari emersi dal processo partecipativo per i servizi cimiteriali 

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CASCIANA TERME LARI. Un percorso che sembra essere arrivato a una conclusione. Quale che sia. Il processo partecipativo per la gestione dei servizi cimiteriali e la costruzione di un tempio crematorio nel Comune di Casciana Terme-Lari, iniziato nel giugno 2017, ha messo l’amministrazione e la cittadinanza di fronte a cinque scenari. Questi, ribaditi da Sociolab in un report riepilogativo del percorso pubblico, sono riassumibili in due gruppi.

Da una parte, la famosa “opzione zero”: tutto rimane invariato, nessun intervento o forno; dall’altra, la costruzione del tempio crematorio, che sarebbe collocato o a Lavaiano, o a Perignano o a Casciana Terme. Mina vagante, rimane la possibilità di appaltare il servizio, affidandolo così ad imprese interessate. La palla, ora, passa all’amministrazione.

«Innanzitutto, – esordisce il sindaco Mirko Terreni – vorrei subito chiudere la polemica sulle tempistiche della pubblicazione del report che, per rispetto istituzionale, ho messo a disposizione prima ai capigruppo consiliari».

La risposta è al Comitato No Forno, che ha contestato i presunti ritardi nel mettere a disposizione di tutti i risultati dell’analisi condotta da Sociolab.

«Molto presto – assicura – sarà pubblicato anche sul sito del Comune, e chiunque potrà prenderne visione».

Un documento, questo, che è un vero e proprio riassunto del tragitto intrapreso da amministrazione, cittadinanza e parti interessate. Dagli inizi, quando a fine 2016 il Comune ha ricevuto dall’azienda privata Altair la proposta di esternalizzazione del servizio cimiteriale e della costruzione del forno a Lavaiano, alla costituzione del comitato contrario al progetto, guidato da Paolo Bendinelli.

Di fronte alla conflittualità sul tema, l’amministrazione ha deciso, ormai un anno fa, di dar vita a questo percorso, per arrivare a una decisione condivisa.

«Abbiamo iniziato con un’indagine preliminare – spiega Terreni – quindi abbiamo dato vita al Tavolo di accompagnamento».

Questo ha lavorato per realizzare l’ultimo passaggio, ovvero quello della partecipazione.

«Nonostante la scarsa presenza della cittadinanza – sottolinea – nel corso dei mesi sono emersi anche elementi positivi, come il dialogo avviato con esperti e la sintesi di punti di vista anche distanti».

Ed è in questo contesto che, valutati gli scenari possibili, i partecipanti hanno formulato raccomandazioni all’amministrazione.

«In generale – continua il sindaco – il confronto ha evidenziato la necessità di dare una soluzione strutturale e di lungo periodo alla questione, stando alla disponibilità di bilancio».

Nello specifico, le raccomandazioni riguardano l’impatto su ambiente e salute, fattore imprescindibile per qualsiasi decisione, quello economico e quello sociale, che tiene conto di eventuale chiusura dei cimiteri a domanda minore e del benessere generale.

Un passo ulteriore di un lungo cammino, prossimo ormai alla conclusione.

Pietro Mattonai

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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