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Sete Sòis Sete Luas, una finestra sul mondo

Sete Sòis Sete Luas, una finestra sul mondo

Musica, arte, teatro di strada e sapori per un maxi evento in programma dall’8 al 25 luglio

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PONTEDERA. Lo storico Fernand Braudel definiva il Mediterraneo come “mille cose insieme”, cioè non un solo paesaggio o un mare, “ma un susseguirsi di ognuno di essi”.

E in questo flusso di scambi e interazioni si inserisce la 26esima edizione del Festival Internazionale “Sete Sóis Sete Luas”, che dall’8 al 25 luglio si svolgerà a Pontedera e, contestualmente, anche in alcune frazioni, come Montecastello, La Rotta e Treggiaia. Un maxi-evento di poco più di due settimane, che si snoderà tra musica tradizionale, arte contemporanea, sapori della Valdera e teatro di strada.

Il Festival, nato inizialmente come un ponte culturale tra Italia e Portogallo, ha raggiunto oggi una trentina di realtà urbane, e non solo appartenenti ai due Paesi. Oltre alla dimensione lusofona, della quale sono espressione Capo Verde e Brasile, ci sono, tra le altre, Béja in Tunisia, Saint-Paul, nell’isoletta de La Réunion al largo del Madagascar, Rovinj e Piran, rispettivamente in Croazia e Slovenia. Un mix di culture, arte e musica, che costituisce la base per un progetto di mobilità artistica all’interno di un’area da sempre incontro di civiltà.

In 26 anni di storia, il Festival è riuscito con successo a creare un’importante struttura di trasmissione culturale: per ben cinque volte, infatti, esso è stato riconosciuto all’interno del Programma Cultura 2000 della Commissione Europea.

«Il festival è una finestra sul mondo – spiega Liviana Canovai, assessore alla Cultura – e rappresenta un’eccellenza della città, che coinvolgerà da vicino anche frazioni e periferie».

Pontedera sarà così al centro del Mediterraneo, potendo attingere da questo mare di culture e tradizioni diverse. «Le iniziative saranno numerose – commenta Marco Abbondanza, direttore artistico del Festival – a cominciare dal Premio Rivelazione, che permetterà a giovani gruppi musicali toscani di esibirsi e aggiudicarsi una produzione musicale internazionale in Portogallo».

Naturalmente, durante il Festival la musica sarà declinata anche all’interno delle culture mediterranee. «Sarà possibile ascoltare dal vivo il fado, un genere di musica popolare tipico di Lisbona, – continua – oltre a la morna capoverdiana, una specie di serenata tradizionale».

Il programma è ricchissimo, ma l’obiettivo è, per tutte le serate, uno solo. «Speriamo di poter aiutare a far conoscere e familiarizzare con culture diverse – conclude Abbondanza – attraverso veicoli potenti come la musica ed arte».

Pietro Mattonai

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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