La protesta
Poster con articoli del Tirreno dedicati ai donatori di sangue
PONTEDERA. La cultura del dono, a Pontedera, è riuscita a creare un vero e proprio sistema. Ovvero: una serie di interazione tra diverse componenti sociali che cooperano con per un obiettivo comune....
PONTEDERA. La cultura del dono, a Pontedera, è riuscita a creare un vero e proprio sistema. Ovvero: una serie di interazione tra diverse componenti sociali che cooperano con per un obiettivo comune. Che è quello di diffondere l’importanza della donazione del sangue e garantire autosufficienza all’ospedale. Una sinergia, questa, che ha impegnato non solo il centro trasfusionale, asse portante, ma anche le associazioni, Avis e Fratres, le scuole, che hanno raccolto con entusiasmo la sfida, il Sant’Anna, l’azienda ospedaliera stessa e, come media partner, Il Tirreno. E da ieri, a testimonianza di questo moto inarrestabile, nell’atrio dell’ospedale sono apparsi i poster con gli articoli dedicati al progetto.
«I cartelloni sono stati finalmente appesi – commenta il dottor Fabrizio Niglio, primario del centro trasfusionale – ed essi raccontano il percorso che abbiamo intrapreso insieme a tutte le realtà che ci hanno aiutato». La storia di una sinergia di successo, che ha avuto riscontro nei dati delle donazioni registrate nel 2017. «L’apertura del centro trasfusionale a tutti questi partner – continua – ha permesso di incrementare notevolmente i numeri delle donazioni rispetto al 2016».
Perché l’obiettivo è coinvolgere più persone possibili e diffondere il più possibile la cultura del dono. «Non è certo una pubblicità per autocelebrarci – specifica Niglio – bensì per dare ancor più risalto al messaggio della solidarietà e dell’altruismo».
Per la prossima settimana i poster rimarranno nell’atrio dell’ospedale. Dopodiché, saranno spostati al centro trasfusionale. «In questo modo – spiega – vogliamo mostrare anche ai donatori come stiamo lavorando, rendendoli partecipi di questo progetto».
La speranza del primario è rendere il centro una casa del donatore, dove alla professionalità e alla capacità del personale sanitario si affianchi un clima di serenità e tranquillità.
«Chi viene a donare deve essere a suo agio – conclude Niglio – perché chi dona dà un grande contributo gratuitamente, e noi dobbiamo accoglierlo al meglio».
Pietro Mattonai
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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