Toscana
«La tradizione resti la forza motrice delle nostre imprese»
Emersi dati positivi al convegno “Dalla conceria al Palio” Fulvia Bacchi (Unic): «Produzione +6%, Toscana decisiva»
PONTE A EGOLA. La tradizione come forza motrice per l’innovazione. Senza di essa, quest’ultima non ha sostanza: è l’esperienza a far la differenza. E a Ponte a Egola, così come negli altri gangli vitali del comprensorio del Cuoio, tradizione ed esperienza sono i due assi portanti del settore conciario. Questo il leitmotiv del convegno organizzato ieri a Casaconcia dal titolo “Ponte a Egola: dalla conceria al Palio. Quando il lavoro sposa la tradizione”. Un leitmotiv sottolineato soprattutto da Simone Remi, presidente del Consorzio Vera Pelle conciata al vegetale. Il convegno è stato introdotto dal sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e moderato dal giornalista Luca Daddi, caposervizio della redazione del “Tirreno”.
Nell’industria conciaria, dopo un biennio difficile, l’Italia è tornata a fare la sua parte. «L’industria italiana è un’eccellenza, – ha spiegato Fulvia Bacchi, amministratore delegato dell’Unione nazionale industria conciaria (Unic) – che rappresenta circa il 60% della produzione europea in questo campo». Nel 2017, il settore della pelle ha dato segnali positivi: la produzione complessiva è cresciuta di oltre il 6%, mentre il valore della pelle conciata è cresciuta di quasi il 2%, attestandosi sui 5 miliardi di euro. Un settore tanto cruciale quanto strategico per l’economia nazionale, a cui il comprensorio toscano del Cuoio contribuisce in maniera decisiva. Addirittura, da qui origina il 28% del valore della produzione complessiva. «Il buon andamento economico della nostra Regione – ha spiegato Eugenio Giani, presidente della Toscana – dipende anche da centri produttivi come il comprensorio del Cuoio, che per la sua laboriosità naturale si distingue positivamente». Un distretto produttivo dinamico, che ha la capacità di attrarre investimenti. Come quello del Gruppo Mastrotto di Arzignano in Veneto, azienda leader nel settore della lavorazione delle pelli, che investe 15 milioni per l’apertura di una conceria a Santa Croce.
«Questa capacità di attrarre – ha esordito Michele Matteoli, presidente del Consorzio Conciatori – è dovuta al grande lavoro svolto nella depurazione, che ha in Ponte a Egola e Santa Croce due centri d’eccellenza». Un impegno mirato anche alla salvaguardia dell’ambiente e della salubrità dei posti di lavoro. «Questi impianti sono ad impatto zero – ha commentato l’assessore regionale Stefano Ciuoffo – un vanto per la Toscana, che come territorio riesce a catalizzare maggiori investimenti in quanto ha agito ben prima degli altri». Questo grazie anche alla sinergia venutasi a creare nel distretto. «Il comprensorio – ha aggiunto Andrea Pieroni, consigliere regionale – ha potuto godere, e continua a farlo, di una concertazione uniche tra settore pubblico e settore privato».
Un legame indissolubile, quello tra Ponte a Egola e l’industria della pelle. Che da più di trent’anni, si manifesta anche nel Palio del cuoio, la storica corsa dei caratelli che il primo luglio opporrà i cinque rioni del paese. «Il mio invito – ha detto Luciano Pistolesi, del Comitato Palio – è rivolto soprattutto ai giovani che possano partecipare e contribuire per rivitalizzare questa tradizione».
Pietro Mattonai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
