Il Tirreno

Pontedera

Ricorso al Tar contro le limitazioni

Ricorso al Tar contro le limitazioni

La società che gestisce il Kebab di via Palestro si oppone alle decisioni del sindaco sulla vendita degli alcolici

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PONTEDERA. Il Comune interviene per limitare i disagi causati dagli avventori del Kebab di via Palestro ma poi deve “difendersi” dal ricorso presentato al tribunale amministrativo regionale dalla società proprietaria dell’attività commerciale. E proprio in questi giorni la giunta ha deciso di resistere in giudizio contro il ricorso e ha nominato un legale che dovrà tutelare l’amministrazione comunale in questo percorso. Nei mesi scorsi, dopo che nei pressi del Kebab c’erano stati risse e litigi avvenuti per la strada e che avevano suscitato le proteste dei residenti, aveva adottato una ordinanza sindacale contingibile e urgente per ridurre l’orario di lavoro dell’attività commerciale e per limitare la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche, per evitare qualsiasi rumore molesto o inutile causato da comportamenti messi in atto dagli avventori di questa attività. Ma il titolare del Kebab ha impegnato davanti al Tar l’ordinanza per chiederne l’annullamento. Il Suap a sua volta però ritiene che il Comune possa resistere in giudizio in considerazione della particolare urgenza con cui era stato adottato il provvedimento di limitazione dell’attività e quindi è stato affidato l’incarico ad un avvocato che già seguiva una pratica simile portata avanti dai proprietari del bar Ylenia, di via Primo maggio, che poi hanno deciso di chiudere. Il locale all’inizio di febbraio scorso è stato destinatario di un’ordinanza da parte del Comune, insieme a due Kebab, uno in via Palestro, l’altro in via Manzoni, che regola la vendita di alcol, possibile fino alle 13, e detta l’orario di chiusura, tassativamente alle 19. 30.

Un provvedimento arrivato dopo i numerosi episodi violenti accaduti in centro, spesso anche nelle vicinanze del bar Ilenia, così come di altri avvenuti vicino agli altri due locali.

Il sindaco, Simone Millozzi, utilizzando i poteri che la legge gli attribuisce in materia di sicurezza urbana, aveva adottato il provvedimento servito di fatto a limitare i problemi in queste zone. Ma fin dall’inizio i proprietari di queste attività avevano fatto sapere all’amministrazione comunale di sentirsi in qualche modo limitati da questi provvedimenti che in realtà erano stati sollecitati anche dai residenti. La parola ora passa alla giustizia amministrativa.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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