Il dolore
Rapina da Ferretti, processo rapido per i due reo confessi
Sì al rito abbreviato per lo sparatore Kiflè e il complice Carciati Il terzo imputato va a dibattimento. Nell’assalto morì un bandito
PISA. I due reo confessi del raid nella gioielleria Ferretti hanno ottenuto l’ammissione al rito abbreviato. Il terzo imputato, che fin dall’arresto si è sempre proclamato innocente, comparirà davanti al terzo collegio del Tribunale. Per lui il gip Pietro Murano ha disposto il giudizio immediato.
Damiano Masi, 39 anni, di Pomezia, ha scelto il dibattimento in aula (prima udienza il 12 settembre) per difendersi dall’accusa di concorso in tentato omicidio aggravato, tentata rapina aggravata e ricettazione.
Gabriel Kiflè, 31 anni, di Aprilia, difeso dall’avvocato Alessia Vita e Marco Carciati, 43 anni, di Pisa, assistito dall’avvocato Laura Antonelli, hanno optato per il rito abbreviato e compariranno davanti al gup il 6 luglio.
Un’udienza in cui entrambi saranno interrogati per poi arrivare a sentenza. Kiflè è l’autore materiale degli spari contro Daniele Ferretti e la moglie Giuliana Malucchi la sera del 13 giugno 2017 nel negozio di via Battelli. Il commerciante (poi archiviato) reagì ai colpi uccidendo il complice di Kiflè, Simone Bernardi, 43 anni, di Aprilia. I coniugi, rappresentati dall’avvocato Patrizia Vizza, non si sono costituiti parte civile. Non vogliono risarcimenti dai futuri condannati. Restano, comunque, nel processo come parti offese.
Le stesse imputazioni contestate a Masi vengono addebitate a Kiflè (detenuto a Velletri) e Carciati (recluso al Don Bosco). L’abbreviato porterà lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello.
Della batteria arrivata in città per il colpo, Masi è l’unico che sostiene di non avere niente a che fare con la rapina finita nel sangue. Anzi, giura di aver fatto di tutto per evitarla.
Lo scagiona Carciati, che si autoaccusa di aver architettato il colpo e di essersi procurato la pistola, secondo il quale il 39enne non era presente al momento dell’assalto da Ferretti e che in tutte le maniere aveva cercato di dissuadere gli altri componenti la gang a fare la rapina. Le immagini del circolo ai Passi lo riprendono con la banda prima e dopo l’irruzione nella gioielleria. Per l’accusa è un concorso di colpa anche se materialmente non era appostato fuori dal negozio.
Pietro Barghigiani
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