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Addio a Fiaschi, volto storico del depuratore Aquarno

Addio a Fiaschi, volto storico del depuratore Aquarno

L’ex dipendente della società di Santa Croce aveva 68 anni ed era pensionato Lascia la moglie Daniela Cheli e la figlia Francesca. È morto all’ospedale di Siena

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Da pochi anni aveva guadagnato la meritata pensione, dopo una vita trascorsa al depuratore Aquarno di Santa Croce sull’Arno, di cui era stato il primo capoimpianto. Ma dopo un malore, accusato qualche mese fa, Claudio Fiaschi non ce l’ha fatta ed è morto sabato mattina all’ospedale Le Scotte di Siena, dov’era stato ricoverato nell’ultimo periodo. Originario di Castelfiorentino, sposato con Daniela Cheli, titolare della conceria Cheli Velio di Santa Croce, lascia la figlia Francesca e i nipotini. Il funerale sarà celebrato stamani alle 10 nella collegiata di San Lorenzo. La salma rimarrà esposta alla cappellina del commiato al cimitero della cittadina conciaria fino al momento della partenza del corteo funebre per il funerale. Poi, Fiaschi sarà sepolto nel cimitero santacrocese.

«È con vivo rammarico – scrivono i colleghi del Consorzio Aquarno – che diamo la triste notizia della prematura scomparsa dell’amico Claudio Fiaschi. Claudio è stato, fin dai primissimi anni della attivazione dell’impianto di depurazione, la figura tecnica di riferimento e, per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, una fonte di conoscenza e un baluardo a cui appoggiarsi senza timore per risolvere qualsiasi dubbio e per affrontare qualsiasi prova. Il lunghissimo periodo passato all’impianto ha fatto sì che Claudio sia stato per alcuni un maestro, per altri un superiore, per altri ancora un punto di ispirazione; certo per tutti sei stato una persona in cui riporre fiducia e sicurezza».

Dalla lettera dei dipendenti del depuratore, s’intuiscono le qualità di Fiaschi. «Le difficoltà e le sfide che si sono presentate in tutto questo tempo passato insieme non hanno fatto altro che rinsaldare rapporti forti e farci maturare la convinzione, in ragione di tutte le criticità superate grazie alla tua presenza, che non ci fossero problemi insolubili e che a tutto, con forza d’animo e volontà, si poteva trovare rimedio», prosegue la nota.

«Un legame che ancora oggi, a qualche anno di distanza dall’interruzione dell’attività lavorativa, era ancora molto forte e si rinnovava tutte le volte che Claudio passava a farci un saluto – spiegano i colleghi del 68enne – Siamo certi che non ci siano parole in grado di portare conforto ai cari che hai lasciato o in grado di lenire la sensazione di smarrimento e di incredulità che ci attanaglia; ci è sembrato tuttavia importante, per la qualità del tempo trascorso insieme, cercare di portare una testimonianza del legame che ci univa e una testimonianza ancora più importante del buon amico che sei stato per tutti noi».

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