Sicurezza
Tmm, la richiesta danni non ferma la cooperativa
L’azienda ha chiesto un milione agli ex dipendenti per il blocco alla fabbrica. Il 27 giugno incontro con Legacoop. Si discute dello smantellamento del presidio
PONTEDERA. Era stato annunciato il 25 giugno, ma l’incontro tra ex operai Tmm, esponenti della Fiom e tecnici di Legacoop Toscana si terrà due giorni dopo. Sarà quello il momento più importante di questi dieci mesi di lotta. L’ultimo mercoledì di giugno si saprà quanto sono solide le base per creare la cooperativa degli ex lavoratori Tmm, l’azienda che produceva marmitte ed è stata chiusa. In quell’incontro, con molta probabilità, si deciderà se togliere il presidio o meno.
«Ma se lo smantelleremo, non sarà per i diktat che il liquidatore intende imporci con le citazioni davanti ai giudici. Non vogliamo stare qui per sempre. E quello che abbiamo fatto da agosto a oggi è nel rispetto della legge», dice il segretario regionale della Fiom, Massimo Braccini, il giorno dopo l’annuncio della richiesta danni e di eliminare il presidio attraverso citazioni in tribunale per 26 lavoratori e il segretario provinciale Fiom, Marco Comparini.
Un procedimento civile con richiesta di risarcimento per una somma stimata in circa un milione di euro, notificata in questi giorni agli interessati, impegnati dall’estate scorsa a portare avanti il presidio in viale Africa e a dare vita a una cooperativa da cui dovrebbe ripartire la speranza. Il primo appuntamento in aula è fissato il 17 luglio. In quella sede si parlerà del presidio. Il 15 novembre in tribunale sarà trattata la richiesta risarcimento.
L’ultimo schiaffo. È una vicenda che ha indignato la città: parliamo del milione di euro chiesto per aver impedito l’accesso del liquidatore, Roberto Dell’Omodarme, e del suo staff allo stabilimento Tmm, accesso necessario per portare via macchinari e materiali la cui vendita avrebbe finanziato il pagamento dei creditori. Il sindaco Simone Millozzi si è schierato dalla parte dei lavoratori: «L’azione intrapresa dall’azienda è da considerarsi l’ultimo schiaffo alla dignità di lavoratori, colpevoli solo di aver deciso, pacificamente, senza arrecare alcun danno allo stato dei luoghi, di non arrendersi in silenzio alla protervia di atti unilaterali che nel volgere di in giorno hanno cambiato la vita di 80 famiglie. Ho sempre seguito la vicenda. Continuerò a lavorare con sindacati e lavoratori perché possa esser trovata una occasione di impiego delle dedizioni e professionalità di quelle persone. Chiederò al consiglio comunale di autorizzarmi e supportarmi anche per mettere a fianco dei lavoratori, l’impegno e la presenza delle istituzioni».
Cartelli alla Notte bianca. Una presa di posizione bipartisan, visto che i consiglieri comunali di Forza Italia, Domenico Pandolfi e Federica Barabotti, esprimono «solidarietà ai lavoratori Tmm. In questo momento c’è bisogno di un messaggio forte e chiediamo che alla Notte bianca di sabato vengano appesi cartelli di vicinanza e un richiamo prima degli spettacoli».
Il caso in Parlamento. «Quello messo in pratica dalla Tmm di Pontedera è un atto gravissimo – dice il segretario provinciale del Pd, Massimiliano Sonetti – Ci schieriamo dalla loro parte, senza sé e senza ma. E il nostro lavoro per garantire loro un futuro migliore prosegue, assieme alle altre istituzioni che non hanno fatto mancare il loro sostegno». Interviene anche Ettore Bucci, segretario provinciale di Sinistra Italiana: «L’atteggiamento della Tmm si dimostra arrogante e irresponsabile, dopo essere stata gravemente assenteista. Attraverso il nostro segretario e deputato, Nicola Fratoianni, stiamo verificando le possibilità di un intervento parlamentare».
Assistenza ai lavoratori. «Alla gravità della chiusura i lavoratori Tmm hanno reagito con la democrazia, portando avanti una lotta a testa alta, non rassegnandosi alla mortificazione delle perdita del posto di lavoro – aveva detto Braccini durante l’annuncio della richiesta di risarcimento del liquidatore – Risponderemo a questo grave attacco in ogni sede istituzionale, sindacale e legale. Daremo piena assistenza legale e, se vi sono gli estremi, procederemo con contro denunce, querele e richieste di risarcimento per i danni causati ai lavoratori. Noi proseguiremo a batterci al loro fianco fino in fondo».
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