Sicurezza
Dell’Omodarme: sono stato costretto a farlo
«La Fiom ha mandato gli operai alla guerra, l’azione legale è l’unica strada per pagare i creditori»
PONTEDERA. «Abbiamo pagato tutti i lavoratori tutelando le loro spettanze economiche. Ci sono però altre spese da sostenere e creditori da pagare e senza la vendita dei macchinari non è possibile chiudere la procedura di liquidazione. Per farlo, nonostante i tentativi “pacifici”, sono costretto a ricorrere all’azione legale».
Si muove su due fronti l’azione legale intrapresa nei confronti di una parte degli ex lavoratori della Tmm da Roberto Dell’Omodarme, il commercialista pisano nominato la scorsa estate liquidatore della Tmm. Sgombero immediato del presidio, accompagnato dalla richiesta di un milione di euro come risarcimento per le azioni messe in campo dagli operai che avrebbero impedito la chiusura della liquidazione. Un passaggio obbligato secondo il commercialista per portare a termine la procedura iniziata un anno fa con la chiusura dello stabilimento di viale Africa e l’avvio della liquidazione della società che fa capo al gruppo Csl di Torino.
«Il 19 marzo, per l’ennesima volta, abbiamo tentato di accedere allo stabilimento per prelevare macchinari ed attrezzature, ma siamo stati costretti a svuotare i tir ed andare via», spiega dell’Omodarme. Il presidio degli operai che da quasi un anno tiene viva la battaglia contro lo smantellamento della fabbrica ha impedito l’uscita dallo stabilimento del materiale che serve alla chiusura della procedura di liquidazione.
«Abbiamo atteso tre mesi sperando, invano, in un cambiamento – prosegue il commercialista –. Auspicavo una soluzione pacifica, ma così non è stato e sono stato costretto a chiedere lo smantellamento del presidio ed un risarcimento, calcolato sui danni economici causati dall’impedimento alla vendita dei macchinari».
Circa un milione di euro per far fronte ai ritardi che i picchetti e le azioni di un gruppo di ex operai avrebbero causato impedendo la vendita dei macchinari della fabbrica.
«Ad ottobre abbiamo firmato con i rappresentanti dei lavoratori un accordo di conciliazione, chiudendo la vertenza sindacale – prosegue Dell’Omodarme –. Due sindacati lo hanno rispettato, l’altro (la Fiom, ndr) ha mandato gli operai a combattere una guerra. Come liquidatore ho delle responsabilità e l’azione legale è l’unica strada che mi resta per pagare i creditori e chiudere la procedura».
Danilo Renzullo
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