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Pontedera

il caso

Tmm, il liquidatore chiede un milione a 26 lavoratori e al segretario Fiom di Pisa

Lavoratori della Tmm con il sindacalista Massimo Braccini
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Lavoratori della Tmm con il sindacalista Massimo Braccini

Pontedera: intentata una causa dinanzi al Tribunale civile per non aver consentito il libero accesso allo stabilimento (ormai chiuso) dove si producevano marmitte

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PONTEDERA. Finisce davanti al giudice civile la vertenza della Tmm, l'azienda che dall'agosto scoros ha chiuso i battenti lasciando a casa un'ottantina di lavoratori. Roberto Dell'Omodarme, liquidatore della società, ha intentato una causa civile contro 26 operai del presidio permanente e il segretario della Fiom di Pisa con una richiesta di risarcimento danni di circa un milione di euro, per aver impedito, a sui avviso, il libero accesso allo stabilimento.

Immediata la reazione del sindacato attravreso Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Toscana: "Risponderemo a questo grave attacco ai lavoratrori Tmm in ogni sede istituzionale, sindacale e legale. Daremo piena assistenza legale e, se vi sono gli estremi, procederemo con contro denunce, querele e richieste di risarcimento per i danni causati ai lavoratori".

Duro anche il commento del sindaco di Pontedera, Simone Millozzi: "La proprietà dell'ormai ex Tmm ha condotto verso i lavoratori in presidio da quasi un anno una azione giudiziaria che qualifica, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l'atteggiamento avuto dall'azienda fin dall'inizio di questa vicenda nei confronti del lavoro e dei lavoratori. In questi giorni è stata intrapresa una azione in sede civile come se il presidio condotto con tenacia, determinazione ed orgoglio da donne e uomini, lì notte e giorno a testimoniare il torto subito e rivendicare semplicemente i propri diritti, fosse un semplice fastidio da superare".

"L'azione intrapresa dall'assetto proprietario dell'azienda - prosegue il sindaco - è da considerarsi l'ultimo schiaffo alla dignità di lavoratori, colpevoli solamente di aver deciso, pacificamente, senza arrecare alcun danno allo stato dei luoghi, di non arrendersi in silenzio alla protervia di atti unilaterali che nel volgere di in giorno hanno cambiato la vita di 80 famiglie. Ho sempre seguito in prima persona questa vicenda. Ancora oggi sto cercando di portare, nel rispetto delle competenze, il supporto e la collaborazione del Comune di Pontedera a fianco di una battaglia ritenuta non solo giusta ma pure necessaria". 

"Continuerò a lavorare con i sindacati ed i lavoratori - assicura il primo cittadino - perché possa finalmente essere trovata una occasione di impiego delle dedizioni e professionalità di quelle persone. Chiederò al consiglio comunale di autorizzarmi e supportarmi anche per mettere a fianco di quei lavoratori, adesso chiamati di fronte al giudice civile, l'impegno e la presenza delle istituzioni. Le battaglie, anche quelle in un aula di tribunale, vanno combattute fino in fondo se si ritiene di essere dalla parte della giustizia e della solidarietà. Soprattutto quando entrano in gioco i temi legati ai diritti ed alla dignità del lavoro."

 

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