Il Tirreno

Pontedera

terricciola 

Gli ipogei raccontati in un libro

Gli ipogei raccontati in un libro

È uscito il volume dello storico Lorenzo Bacci, edito dalla Cld

2 MINUTI DI LETTURA





TERRICCIOLA. Da anni lavora per il recupero e la valorizzazione degli ipogei di Terricciola. Ora questa sua battaglia è diventata un libro: “Il Complesso degli Ipogei di Terricciola - Analisi di un sito pluristratificato”, edito da Cld. L’autore è lo storico Lorenzo Bacci, il quale ha presentato il volume nei giorni scorsi al Caffè del Borgo a Terricciola. Con lui l’architetto e urbanista Franco Buti e l’avvocato Laura Bianchi. La serata è stata coordinata da Luca Daddi, caposervizio del “Tirreno”.

«Con l’uscita di questo volume - spiega Bacci - è possibile chiarire definitivamente una delle questioni maggiormente dibattute negli ultimi anni, ovvero l’estruscità o meno del Complesso degli Ipogei di Terricciola: avremo modo di vedere quanto questa tematica sia un falso problema, venuto a maturare all’interno di un clima di mancati rapporti tra istituzioni e cittadinanza, inconsapevolmente accresciuto dal bisogno giornalistico del riassunto. Purtroppo la gestione caotica di informazioni, la disinformazione e il susseguirsi di eventi hanno spostato l’attenzione su un “mito” a scapito dell’argomento principale: la rappresentatività del sito per quanto riguarda la comunità di Terricciola, le produzioni vinicole della Valdera e il bisogno di interventi mirati per la sua conservazione e successiva fruizione».

Nel corso della serata l’architetto Buti è intervenuto sull’intreccio tra urbanistica, memoria e identità, concludendo così il suo intervento: «Solo un grande amore per il territorio e per le ombre senza volto che nei secoli hanno animato queste strade può costituire il fondamento per un futuro animato da speranza, conoscenza e creatività, un futuro che non obblighi a una ricostruzione incerta quanto improbabile, ma che scaturisca attraverso un processo di ricongiunzione ininterrotto e consapevole, senza che mai lo specchio nel quale siamo chiamati costantemente a riflettere noi stessi possa oscurarsi definitivamente, rendendoci, a nostra volta, inesorabilmente, irriconoscibili ombre senza volto».

L’avvocato Bianchi si è soffermata sull’articolo 9 della Costituzione, ricordando come la Carta «assuma la cultura come valore fondamentale e inserisca tra i principi fondamentali la disposizione che impegna la Repubblica a promuoverne lo sviluppo attraverso l’articolo 9».

«Il dovere di promozione culturale - ha proseguito Bianchi - non può tradursi in una pianificazione della cultura da parte dell’apparato pubblico, ma impone un’azione statale finalizzata alla realizzazione del valore della libertà dell’uomo in campo artistico. Il costituente ha dunque avvertito la necessità dell’intervento pubblico inteso non come di parte, ma come intervento imparziale o neutro in forza del quale l’incentivazione culturale dello Stato non deve essere tesa a soddisfare le esigenze politiche della maggioranza o realizzare interessi economici, ma deve essere indirizzata prevalentemente a sostegno delle posizioni di minoranza».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa