Il Tirreno

Pontedera

Ex Gaslini al bivio: vendita o messa in liquidazione

Ex Gaslini al bivio: vendita o messa in liquidazione

Montefoscoli: l’operazione con la Wincat sembrava fallita, poi è stata riaperta Il termine per trovare l’accordo con Provincia e Comune è il 30 giugno 

3 MINUTI DI LETTURA





MONTEFOSCOLI. «Alla luce degli ultimi sviluppi nella vicenda della negoziazione per la cessione delle quote della Società agricola Fondi Rustici Montefoscoli (Safr), allo scopo di non lasciare nulla di intentato, il presidente della Provincia e il consiglio, in accordo con il sindaco del Comune di Palaia, hanno deciso di rinviare l’assemblea della società convocata per avviarne la liquidazione, pur ribadendo l’assoluta necessità di chiudere la questione in tempi brevissimi, non oltre la fine del mese di giugno, anche a tutela dei creditori».

È il comunicato congiunto di Marco Gherardini e Marco Filippeschi al termine di una giornata convulsa che era cominciata con la dichiarazione di voler mettere in liquidazione l’ex Gaslini di Montefoscoli, perché la Wincat dell’imprenditore romano Pietro Kertes, dopo aver raggiunto l’accordo per l’acquisto investendo 8,5 milioni, non ha presentato le necessarie garanzie bancarie, oltre ad altra documentazione. Tutto sembrava irrimediabilmente perduto. Ma poi, qualcosa è cambiato e la trattativa è stata riaperta. Ma il tempo stringe e il 30 giugno, termine per trovare un accordo, è sempre più vicino.

Desolazione e nuova chance. Il presidente della Provincia e sindaco di Pisa uscente, Marco Filippeschi, aveva firmato il decreto presidenziale che sembrava una pietra tombale su un’operazione che si trascina da mesi. L’assemblea dei soci di Safr (Provincia di Comune di Palaia) si apprestava a mettere in liquidazione la società, con i quattro dipendenti dell’azienda agricola destinati a perdere il posto, mentre il patrimonio immobiliare della società sarebbe stato venduto pezzo per pezzo, cominciando da quelli minori, per far fronte ai debiti. Contatti tra gli uffici pisani e quello del sindaco di Palaia, Marco Gherardini. Telefonate andate a vuoto da Pisa e dal paese dell’Alta Valdera ai diretti di Pietro Kertes. Tentativi per capire cosa fosse successo e perché la trattativa che sembrava essere giunta in porto, si fosse incagliata sul finale. Poi, l’improvviso cambiamento di scenario e l’annullamento dell’assemblea dei soci. «Si torna a trattare», è il secco ordine arrivato da Pisa. Nessun altro dettaglio. Da qui il comunicato che riapre una partita decisiva per le sorti della proprietà da 611 ettari e 31 immobili, la maggior parte dei quali ormai diroccati e bisognosi di un abbattimento per la successiva ricostruzione.

Agricoltura e turismo. Un intervento ingente che, però, restituirebbe alla Valdera un complesso di eccellenza. Almeno per come Pietro Kertes, che si occupa di microchip, sviluppo software bancari e sistemi di sicurezza, aveva presentato il progetto al giornale Il Tirreno lo scorso febbraio: «Vogliamo fare una diversificazione degli investimenti. Ci occupiamo di un settore diverso ma vogliamo puntare in maniera professionale su due settori, il turismo e l’agricoltura. Per prima cosa ci sarà da mettere in sicurezza la villa dell’interno complesso. Poi penseremo a sistemare la parte agricola, che resterà esclusivamente a coltivazione biologica concentrandosi su olio e vino».

Insomma, un gran bel piano di sviluppo in un territorio che sta attirando sempre più l’attenzione di investitori, anche stranieri, interessati alle grandi potenzialità sul fronte del turismo e dell’accoglienza. Kertes parlava di un’operazione da alcune decine di milioni di euro e diceva che l’accordo era a buon punto. Poi lo stop nel momento di dimostrare le reali intenzioni a investire. Ora il nuovo round. Ma prima di esultare, stavolta come non mai servono le firme nero su bianco sui documenti.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web