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Tubazione troppo vecchia migliaia di cittadini a secco

Tubazione troppo vecchia migliaia di cittadini a secco

Disagi a Capannoli, Santo Pietro Belvedere e Selvatelle a causa di un guasto È la seconda volta in poco tempo. Protestano i gestori delle attività commerciali

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CAPANNOLI. Una giornata di passione, che ha visto praticamente un paese intero senz’acqua del rubinetto. Ieri, a Capannoli, un improvviso guasto ad una tubazione ha creato non pochi disagi, oltre a comportare il blocco dell’erogazione dell’acqua e l’arrivo delle autobotti.

È il secondo grosso guasto in pochi giorni, che riguarda Capannoli. I tecnici e gli operai di Acque Spa si sono messi all’opera, ma l’intervento si è protratto per tutto il giorno. L’interruzione dell’erogazione ha riguardato Capannoli capoluogo, Santo Pietro Belvedere e nelle ore successive ha coinvolto anche Selvatelle nel Comune di Terricciola. È stato allestito un servizio di rifornimento sostitutivo tramite tre autobotti posizionate in piazza Lemmi (Santo Pietro Belvedere), in piazza Garibaldi (al mattino) e in piazza Pertini (il pomeriggio a Capannoli) e in piazza della Chiesa (Selvatelle). Ma è chiaro che approvvigionarsi ad un’autobotte non è lo stesso che avere l’acqua che viene giù dal rubinetto. E infatti tante attività, a partire dai bar, hanno dimezzato il proprio lavoro.

«Si va avanti coi bicchieri di carta – spiega Sabrina Polizzano, che ha un bar a Santo Pietro – e il caffè non lo possiamo fare, perché la macchina è ferma. Il problema è che alcune famiglie sono state, altre no. I clienti non prendono il caffè, la sostituiscono con una bibita. Ma è chiaro che si perdono alcune centinaia di euro di incasso».

Stesso discorso al circolo Arci del capoluogo: «Siamo parecchio arrabbiati (usano un termine più colorito, ndr), soprattutto perché è la seconda volta che accade in pochi giorni. Praticamente siamo rimasti fermi, la macchina del caffè non può funzionare e la lavastoviglie lo stesso. Speriamo che venga riparato questo guasto in maniera definitiva, perché non si può dimezzare il lavoro per due volte in pochi giorni». Per i bar, in poche parole, il caffè è diventato una chimera per un giorno.

Certo, i bar non vendono solo caffè ma si tratta comunque di un importante capitolo dell’incasso giornaliero. L’acqua diventa fondamentale anche per una lavanderia, per fare un esempio. «Siamo stati avvertiti con un messaggio dal Comune – spiega Marco Bottoni, titolare della lavanderia Self Service Lavasciuga – e di conseguenza ho messo fuori un cartello, spiegando che non c’è l’acqua. Perché se si fa partire una lavatrice in queste condizioni si rischia di fare un danno. Andiamo a regime ridotto, solo con le asciugatrici. È la seconda volta che accade in pochi giorni». Gli esercenti e i residenti si sono dati il cambio con le autobotti, per fare rifornimento.

Alla fine un guasto singolo – anche se rilevante – ha “bloccato” per alcune ore centinaia e centinaia di utenze, in un Comune che conta circa 6.000 anime e che ha dovuto “arrangiarsi” con le autobotti messe a disposizione proprio dal gestore della rete idrica, cioè Acque. Il guasto è stato riparato attorno alle 23 e la situazione è andata normalizzandosi nelle ore successive. Una riparazione che – però – non sarà esaustiva, perché è la stessa Acque ad ammettere che in quel tratto bisogna intervenire in maniera più “pesante”, investendo cifre importanti.

In questi casi, infatti, si fa presto a spendere parecchie centinaia di migliaia di euro per tutto il cantiere.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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