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Pontedera

Scoperta la “palestra” dello scasso

Scoperta la “palestra” dello scasso

Due arrestati e due denunciati: provavano i colpi in una struttura apposita

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Si allenavano in palestra, ma non per potenziare muscoli e perdere peso. Perché la loro “palestra” era tutta particolare, visto che lì facevano pratica per aprire casseforti con attrezzi specifici (piedi di porco, smerigliatrici), dopo aver ricostruito le serrature.

Una struttura di Santa Croce, al centro di un’operazione congiunta degli uomini del commissariato di Montevarchi con la squadra mobile di Arezzo e di Siena. La “palestra” gli serviva per poi fare raid nell'aretino, nel senese e, secondo le indagini, anche nel fiorentino.

Ad incastrare la banda, composta da 4 georgiani, tra i 30 e i 40 anni, lo scontrino che comprovava l'acquisto di un piede di porco ritrovato sul luogo di un furto avvenuto in un'abitazione di Montevarchi (Arezzo) lo scorso agosto. Da qui gli uomini del commissariato di Montevarchi, di concerto con la squadra mobile di Arezzo e di Siena, sono risaliti fino ai quattro georgiani residenti a Santa Croce sull’Arno, di cui due parenti tra di loro.

Due sono attualmente in carcere a Pisa dopo l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla autorità giudiziaria di Arezzo e due sono stati denunciati. I furti accertati sono tre, nel caso di Montevarchi con svariate migliaia di euro di refurtiva, ma sono in corso indagini per verificare se altri colpi avvenuti con la stessa dinamica siano attribuibili ai quattro stranieri. Sul luogo del furto di Montevarchi i ladri avevano anche festeggiato bevendo del vino mentre per allontanarsi dai luoghi colpiti usavano auto sempre diverse nella disponibilità di due prestanome del Nord Italia. A uno ne risultavano intestate ben 50, una cifra rilevante. Questo per avere sempre un’auto “pulita”, che non attirasse l’attenzione delle forze dell’ordine e permettesse ai ladri di muoversi in Toscana (e non solo) con relativa tranquillità.

Ma quel brindisi, che per loro era l’ennesima beffa nei confronti della vittima di turno, potrebbe essere l’ultimo. Quello scontrino, invece, ha fatto partire tutta l’opera d’indagine della polizia, che è partita dai filmati a circuito chiuso del supermercato dove avevano comprato l’attrezzo da scasso, a Empoli. I riscontri sulle impronte digitali, invece, hanno fatto il resto, conducendo gli investigatori dall’altra parte della Toscana, nel distretto del Cuoio. Nel brindisi col prosecco, infatti, i ladri avevano lasciato la bottiglia sul luogo del furto, con annesse impronte digitali (commettendo un autogol).

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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