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Pontedera

Scomparso in Scozia, trovato un cadavere

Scomparso in Scozia, trovato un cadavere

Si sospetta che sia quello del pontederese Cristiano Rimicci, ma per avere la certezza sarà necessario il test del Dna

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PONTEDERA. Sarà il test del Dna a cui saranno sottoposti i genitori di Cristiano Rimicci a decretare la fine o meno di una vicenda che ha straziato il cuore di molte persone a Pontedera. Il 45enne, cresciuto nel quartiere dei Villaggi ed emigrato in Scozia, dove ha vissuto a lungo, è scomparso da alcuni mesi proprio da Glasgow dove era tornato alla fine del 2017 dopo un periodo trascorso nella sua città natale. Ma ora ci sarebbe una svolta. La polizia scozzese ha informato del ritrovamento di un corpo in riva a un lago della zona di Glasgow. Indizi ritrovati sul posto farebbero pensare che si tratti di Cristiano. Ma l’impossibilità di riconoscerlo con un esame visivo, obbliga i genitori a questa nuova prova di coraggio e di speranza.

La notizia è arrivata da pochi giorni a Pontedera. Il babbo e la mamma di Rimicci hanno ricevuto la chiamata per informarli delle ultime novità sul caso del figlio scomparso e della necessità di effettuare il test del Dna da inviare alle autorità scozzesi per la comparazione su quello della salma ritrovata. Secondo quanto appreso, il cadavere dell’uomo trovato sulla riva del lago nella zona di Glasgow sarebbe stato immerso in acqua a lungo. Da qui la necessità di percorrere questa strada per evitare errori nella delicata operazione del riconoscimento. Non si tratterà di un percorso breve. Serviranno, infatti, alcune settimane prima di avere una risposta definitiva su un caso che ha destato impressione in città negli ultimi mesi.

Cristiano Rimicci e la sua famiglia sono di Pontedera. Il 45enne era partito alla volta dell’Irlanda da giovane, in cerca di esperienze e di un suo posto nel mondo. Dopo alcuni anni a Dublino e dintorni aveva preso la decisione di dare un’altra svolta alla sua vita, trasferendosi in Scozia. E qui aveva cominciato a mettere radici, mantenendo comunque il legame con la sua famiglia che ha sempre vissuto a Pontedera. Un lavoro, una casa, una vita all’estero e amici con cui condividere gioie e dolori. I giorni di Cristiano scorrevano in maniera più o meno normale. Fino alla decisione di tornare a casa, in quella Pontedera dove ha lasciato tante persone che gli vogliono bene e che gli sono stati vicini nelle settimane in cui lo si vedeva in corso Matteotti insieme alla mamma.

Ma, evidentemente, Cristiano riteneva che il suo posto fosse a Glasgow. Ed è stato naturale riprendere il cammino. A dicembre dell’anno scorso era di nuovo in Scozia. A gennaio se ne sono perse le tracce. L’ultima volta è stato visto a Gorbals, una zona della città scozzese. A marzo la famiglia ha cominciato a preoccuparsi per il prolungato silenzio del figlio. Era successo altre volte, quando il 45enne si isolava per fare meditazione. Ma, probabilmente, questa volta i genitori sentivano che c’era qualcosa di diverso dal solito. Il babbo è partito per Glasgow nei luoghi dove ha lavorato come aiuto cuoco, contattando gli amici scozzesi di Cristiano e la sua ex convivente, una ragazza italiana che abita ancora in Scozia. Ricerche vane che hanno spinto i genitori a presentare una formale denuncia per scomparsa alla polizia scozzese nel mese di aprile. E poi il calvario delle telefonare alla Farnesina e al consolato italiano di Edimburgo, la capitale della Scozia, oltre alla denuncia di scomparsa presentata alle forze dell’ordine di Pontedera.

Giorni, notti, settimane di silenzi e di domande che rimbombavano nella testa dei familiari. Uno stallo insopportabile. Fino alla chiamata di questi giorni che potrebbe rappresentare la svolta in questa triste vicenda. Ora si tratta di comprendere se davvero quel corpo senza vita, trovato sulla riva del lago scozzese, è quello di Cristiano. Poi ci sarà tempo per i perché.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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