Toscana
Sanità in Valdicecina il governatore Rossi incontrerà il sindaco
Entro l’estate la soluzione per mantenere i servizi e fermare i tagli. Intanto il primo cittadino attacca Saccardi
VOLTERRA. «Entro la fine dell’estate incontrerò il sindaco Buselli e gli altri sindaci del territorio per trovare una soluzione al caso dell’ospedale di Volterra». Il presidente della Regione Enrico Rossi manterrà l’impegno preso. Incontrerà Marco Buselli e i suoi colleghi dopo l’annuncio del 28 marzo scorso in Regione in occasione della firma del protocollo sull’Alta Valdicecina. Due gli argomenti su cui trovare una soluzione: il mantenimento dei servizi sanitari dell’ospedale e lo stop ai tagli del personale. Le preoccupazioni per le sorti dell’ospedale di Volterra restano forti.
La base di partenza, secondo Rossi, l’accordo del 23 novembre 2017 sulla riorganizzazione dell’ospedale. Intesa che Buselli non ha firmato. Ma come mai il sindaco volterrano la pensa diversamente da Rossi? «Il piano riorganizzativo dice che sarà mantenuto il livello di complessità degli interventi, ma prevede anche un taglio dei posti letto del 25 per cento (che così passerebbero dagli attuali 56 a 42 unità, ndr). In questo modo però la coperta diventa troppo corta e potrebbero venire a mancare i posti letto per gli interventi», spiega il sindaco.
A Buselli non è proprio andata giù la presenza i primi giorni di aprile dell’assessora regionale alla Sanità Stefania Saccardi all’inaugurazione del poliambulatorio San Giuseppe della Misericordia a Pontedera. «Quello è un centro privato di chirurgia, ma è anche a pochi chilometri da Volterra. E c’è il rischio che tolga pazienti all’ospedale pubblico», dice Buselli.
Ma l’assessora Saccardi non ci sta alla versione del sindaco e risponde: «Le paure di Buselli sono infondate. Perché gli ambulatori di Pontedera non hanno alcuna convenzione col pubblico e perché i cittadini se vogliono andare al privato hanno già tante scelte, non hanno bisogno di averlo sotto casa».
Ma Buselli non è d’accordo e insiste anche sull’importanza dei servizi integrati dell’ospedale: «Parlo del centro multispecialistico regionale Auxiulium vitae, del centro di riabilitazione muscolo-scheletrica da infortuni sul lavoro Inail e il Rems per i criminali psichiatrici dopo che è stato chiuso il centro di Montelupo. Non avrebbe più senso tenere tutte queste attività se viene messo in discussione il nocciolo duro dell’ospedale».
Ovvero: la complessità degli interventi e i posti letto. E a quel punto l’effetto depotenziamento dell’ospedale di Volterra sarebbe cosa fatta. «Da anni le attività sanitarie dell’ospedale vengono diminuite un po’ alla volta. Un po’ come si fa sfogliando un carciofo», chiude con una metafora Buselli.
Samuele Bartolini
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