Il Tirreno

Pontedera

Ad aprile l’appello degli investigatori ai media britannici

Il caso della scomparsa di Cristiano Rimicci è esploso ad aprile, quando la polizia scozzese ha lanciato un appello attraverso i media di Glasgow. Il caso è stato inserito anche nell’apposita pagina...

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Il caso della scomparsa di Cristiano Rimicci è esploso ad aprile, quando la polizia scozzese ha lanciato un appello attraverso i media di Glasgow. Il caso è stato inserito anche nell’apposita pagina Facebook con cui le autorità scozzesi diffondono appelli sulle persone scomparse nel territorio del Paese britannico. Una pratica sempre più seguita dalle forze dell’ordine internazionali, considerata la grande diffusione dei social network. A parlare è stato l’ispettore James Mann, spiegando che il 45enne era «solito trascorrere intere settimane da amici», aggiungendo che «per la famiglia non era normale che il figlio rimanesse così a lungo senza dare notizie ai genitori». Il poliziotto, poi, aveva invitato a fare segnalazioni chiunque lo avesse visto dal 19 gennaio, giorno in cui il pontederese era scomparso da Turriff Street. A Cristiano, poi, James Mann, tramite giornali e siti Internet, aveva chiesto di farsi vivo coi genitori e di dare notizie sulle sue condizioni. S’ipotizzava un allontanamento volontario, nella speranza che arrivassero segnali positivi dal diretto interessato o da persone che lo avessero visto dopo quel giorno di metà gennaio. Mai nessuno, però, si è fatto avanti con indicazioni su dove si potesse trovare Rimicci. Tutta la vicenda è rimasta sospesa. Poi c’è stato il ritrovamento del corpo di un uomo in riva a un lago. (a. q.)

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