Il Tirreno

Pontedera

I senegalesi si mobilitano dopo l’aggressione in strada

I senegalesi si mobilitano dopo l’aggressione in strada

La comunità straniera chiede giustizia per le sprangate a un connazionale «Metodi mafiosi, superato il limite. Manifesteremo e scriveremo alla Procura»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Condannare ciò che è avvenuto e alzare la testa, manifestando tutti uniti. Questo è il messaggio che la comunità senegalese del comprensorio del cuoio vuole lanciare a pochi giorni dai fatti del 28 maggio, quando un giovane straniero è stato aggredito da tre uomini di fronte alla folla attonita del mercato settimanale. «Il branco di vigliacchi ha di nuovo colpito in piena giorno in una piazza sovraffollata come il mercato di Castelfranco. Pure i metodi mafiosi non sono cambiati, in tre contro uno, armati di spranghe, colpendo un uomo già a terra e fuggendo come conigli, sicuri di farla franca. – scrivono i rappresentanti delle comunità senegalesi Kane Khadim (associazione Teranga di Montopoli), Dieng Omar (Cossan, Santa Croce) e Diallo Alioune Badara (Abl, Fucecchio). – Alcuni giornali sono rimasti molto vaghi sull'accaduto, anzi ambigui. Qualcuno ha voluto bollare l'intera vicenda come un fatto privato fra due cittadini con un problema di soldi, vero divisore della nostra società, per cui la vittima, dovendo i soldi dell'affitto ai suoi aggressori, aveva probabilmente anche torto. Niente di più falso». «L'identità degli aggressori è più che nota – scrivono i rappresentanti delle comunità, che hanno voluto ricordare anche l'ultima aggressione del genere avvenuta nel comprensorio, lo scorso dicembre a Santa Croce, ad opera di soggetti riferibili allo stesso gruppo. – Le loro facce dovevano figurare su tutti giornali come sarebbe accaduto nel caso gli aggressori fossero stati stranieri e gli autori di questi atti terroristici arrestati. Di fronte ad un affitto non pagato per i crediti che il giovane vantava nei confronti del suo padrone di casa, la reazione di questo “negriero dei tempi moderni” non si è fatta attendere: agguato, branco, spranghe, fuga come solo i codardi sanno fare». Di qui la volontà di unirsi e manifestare in qualche forma la propria rabbia. «Noi della comunità senegalese abbiamo accettato la concertazione, il dialogo con le autorità politiche e sindacali che insieme a noi hanno denunciato già i fatti di dicembre – scrivono. – Da allora la giustizia si fa desiderare e i colpevoli sono a piede libero. Esiste un limite invalicabile ad ogni tolleranza umana. Decisi e determinati, non intendiamo rimanere con le mani in mano, per questo motivo faremo una conferenza stampa seguita da una manifestazione su tutto il territorio del Valdarno inferiore, inviando alla procura della Repubblica un esposto per far luce sulle aggressioni subite dai nostri connazionali».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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