Sicurezza
Asso Werke, braccio di ferro per il premio di risultato
Primo incontro tra sindacati e Dell’Artino (ex Cdc) nuovo direttore generale. In ballo 500 euro per ogni dipendente, ma la proposta dell’azienda non è piaciuta
FORNACETTE. Per ora siamo allo sguardo in cagnesco. Ma l’opzione che il confronto sfoci nello scontro non è poi così remota. I rappresentanti dei lavoratori della Asso Werke di Fornacette sono cauti nel giudicare l’offerta fatta dalla dirigenza rispetto al problema del saldo del premio di risultato non corrisposto che ha portato la fabbrica di pistoni allo stop produttivo per una giornata, dopo lo sciopero proclamato dalla Rsu. I dettagli dell’offerta presentata nell’incontro dell’altro pomeriggio non sono stati resi noti, ma si sa che non sono piaciuti granché. Anzi. Però prima ci saranno le assemblee con le informazioni fornite ai dipendenti. E solo allora ci sarà una presa di posizione netta.
Lo scontro, quindi, per adesso resta sullo sfondo di una situazione che vede l’azienda storica del settore metalmeccanico della Valdera, che riceve regolarmente commesse da grossi calibri del comparto automotive come McLaren, Ferrari e Bmw, vivere un momento di profondo cambiamento. Di recente, infatti, la proprietà ha cambiato il direttore generale. Via Salvatore Piccirilli e dentro Enrico Dell’Artino, ex manager della Cdc di Pontedera e della CiDiCi, nata dale ceneri di quello che, per molti anni, è stato considerato il collosso dell’informatica italiana. Il nuovo corso comincia, quindi, con qualche tensione latente tra dirigenza e sindacati con l’obiettivo di ricontrattare l’accordo per l’integrativo, così com’è stato annunciato nel primo confronto tra il nuovo direttore generale e i delegati della Asso Werke.
Le rivendicazioni sindacali riguardano il mancato pagamento del saldo riferito al premio di risultato maturato nel 2017 di circa 500 euro in media per ciascun lavoratore. In realtà ci sarebbero stati problemi nei pagamenti anche per quello del 2016 e la discussione in atto tra operai e proprietà punta a chiudere il discorso rispetto al pregresso e ad aprire la trattativa per il nuovo contratto integrativo. Per i sindacati, però, occorre dare un segnale positivo sui pagamenti che i dipendenti attendono da mesi. Poi si potrà discutere dell’accordo di secondo livello.
Gli stessi rappresentanti di Fiom e Uilm, le due sigle presenti nella Rsu, lo hanno ribadito durante lo sciopero di fine maggio: «Siamo sempre stati disponibili ad accogliere le richieste dell’azienda e a dare qualcosa di più che in altre fabbriche. Quello che vorremmo è dare una risposta positiva ai lavoratori che da tempo aspettano il saldo del premio di risultato. Sarebbe un segnale importante per tutti noi. A quel punto discuteremo, come sempre, dei bisogni della proprietà rispetto al contratto integrativo».
I volti dei delegati usciti dalla riunione con Dell’Artino non erano felici. La speranza è che le nubi che sembrano addensarsi sullo stabilimento di Fornacette restino solo una minaccia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
