Attenzione
«Il Comune investa a Ponte a Egola»
Gruppo di cittadini fa una serie di richieste legate all’avanzo di 1,5 milioni di euro
PONTE A EGOLA. Parlando del governo nazionale, giornalisticamente lo si sarebbe definito “tesoretto”, fatto sta che il milione e mezzo di euro di disavanzo uscito dal bilancio 2017, approvato nel consiglio comunale dello scorso 27 aprile quando è stato presentato il consuntivo, fa già discutere i sanminiatesi. A cominciare da alcuni cittadini che in una lettera pubblica hanno espresso nei giorni scorsi le loro perplessità in merito, facendo alcune proposte.
«Sarebbe utile sapere come si è prodotto quell'avanzo di bilancio di cui l'assessore Gianluca Bertini si vanta – scrivono – In genere se si produce un avanzo di bilancio non è perché si è vinto alla lotteria, ma perché, per qualche motivo, non si sono potute realizzare spese di investimento che erano previste. Tra gli interventi che ci si impegna a realizzare con questo avanzo di bilancio l'unico che viene presentato nel dettaglio riguarda una spesa di 150mila euro per l'ampliamento e la sistemazione della piazza don Vinicio Vivaldi a San Miniato Basso. Per il resto si parla genericamente di 650 mila euro per la viabilità “con asfaltature e interventi vari”, di 325mila euro complessivi per manutenzione della pubblica illuminazione e dei cimiteri, di 300mila euro per le scuole, e di altre spese minori. Dov'è che si prevede di fare tutto questo? C'è almeno qualche intervento previsto per Ponte a Egola, che avrebbe bisogno di cure non meno di San Miniato Basso?».
Di qui, alcune proposte e richieste, che nella lettera si mettono nero su bianco: «Ci auguriamo che tra gli interventi di pubblica illuminazione, sia previsto l’intervento in via Gramsci ed almeno di una parte di via 1° Maggio che è una delle principali arterie del paese, che tra gli impianti sportivi ci sia anche la sistemazione dei vecchi spogliatoi del campo sportivo Leporaia, che tra le asfaltature ci sia la messa in sicurezza di alcune vie della nostra frazione». Si chiede, fra le altre cose, un maggior coinvolgimento delle consulte nella decisione degli investimenti «considerate quasi sempre come organi da coinvolgere a cose fatte o di cui ascoltare le richieste, per poi decidere prescindendone totalmente».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
